Gaio Flaminio

 

Uomo politico romano, novus e plebeo, entra in scena come sostenitore di riforme agrarie tese alla distribuzione popolare delle terre conquistate, in particolare in pianura Padana.

Proprio in questa lotta conquista il primo successo politico nel 232 a.C., mentre è tribuno della plebe. Successivamente, dopo essere stato pretore nel 227 a.C. in Sicilia, ottiene il consolato nel 223 a.C. e vince una importante battaglia sui Galli Insubri all’Oglio, a cui fanno seguito, nel 220 a.C. quando è censore, la costruzione della via Flaminia e la commissione per la deduzione delle colonie di Piacenza e Cremona.

Flaminio è sempre stato un popularis e per questo è rimasto nella tradizione romana, tramandata soprattutto da Livio, come un sovvertitore delle tradizioni e un arrivista; proprio a queste caratteristiche è legata la sua rovina: nel 217 a.C. il suo inizio di consolato a Rimini anziché a Roma, e il suo disprezzo dei cattivi presagi sono rimasti nella tradizione come una delle cause della disastrosa sconfitta del Trasimeno subita da Annibale, nella quale lo stesso Flaminio perse la vita.

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