FONTI STORICHE
 


RISORSE LETTERARIE
 

   

Autore

Claudio Tolomeo

Titolo

Geografia, libro III, 1.46

Note

Coordinate geografiche di Piacenza: 31° 3'', 43° 50''

 

 

Autore

Strabone

Titolo

Geografia, libro V, 1.11

Note

Piacenza è una delle città più importanti della Cispadana, nei suoi pressi il Trebbia si getta nel Po, è posta quasi nel mezzo di tale regione, dista da Rimini 1300 stadi (circa 240,5 km), ed è al centro di molte strade che la collegano a Pavia, a Tortona e a Genova,  mentre per raggiungere Ravenna è più conveniente il Po.

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro III, 115

Note

Piacenza è una colonia della regio VIII.

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro III, 118

Note

Il Trebbia piacentino è uno degli affluenti più famosi del Po.

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro VI, 218

Note

Piacenza è posta sul settimo parallelo.

 

 

Autore

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Titolo

Imperatoris Antonini Augusti itineraria provinciarum et maritimum, 98.7

Note

Piacenza è sull'itinerario da Milano alla Sicilia, tra Lodi e Fiorenzuola.

 

 

Autore

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Titolo

Imperatoris Antonini Augusti itineraria provinciarum et maritimum, 127.7

Note

Piacenza è sull'itinerario da Roma a Milano, tra Fiorenzuola e Lodi.

 

 

Autore

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Titolo

Imperatoris Antonini Augusti itineraria provinciarum et maritimum, 288.3

Note

Piacenza è sull'itinerario da Rimini a Tortona., tra Fiorenzuola e Camillomago,

 

 

Autore

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Titolo

Itinerarium Burdigalense, 616.17

Note

Piacenza è sull'itinerario da Roma a Milano, dopo le stazioni di cambio di Fontanafredda e ad Rota.

 

 

Autore

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Titolo

Tabula Peutingeriana, segmento III.2

Note

Piacenza, tra Lodi e Fiorenzuola, è un importante nodo stradale: non solo è su fiumi navigabili che la collegano a Cremona, ma dalla città si dipartono strade per raggiungere le Gallie a ovest, attraverso il Po, e Milano a nord, attraverso Lodi.

 

 

Autore

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Titolo

Ravennatis Anonymi Cosmographia, 4.33=271

Note

Piacenza è sull'itinerario da Tortona a Roma, tra Fiorenzuola e Tortona.

 

 

Autore

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Titolo

Ravennatis Anonymi Cosmographia, 4.36=289

Note

Il Trebbia è un affluente meridionale del Po, dopo il Tidone e prima del Nure.

 

 

Autore

Guido di Ravenna

Titolo

Geographica, 37=477

Note

Piacenza è sull'itinerario da Tortona a Roma, tra Tortona e Fiorenzuola.

 

 

Autore

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Titolo

De terminatione provinciarum Italiae, 10

Note

L'Emilia costituisce la decima provincia d'Italia, va dalla Liguria a Ravenna lungo il Po e le montagne, ed è ricca di città splendide, tra cui Piacenza.

 

 

Autore

Cicerone

Titolo

Brutus, 172

Note

Tito Tinca di Piacenza, un tipo sveglio, gareggiava in battute con Quinto Granio, il quale però lo travolgeva(I sec. a.C.).

 

 

Autore

Strabone

Titolo

Geographica, libro V, 1.12

Note

Vicini a Piacenza sono i villaggi di Ictumuli e Vercelli, presso i quali un tempo c'era una miniera d'oro.

 

 

Autore

Vitruvio

Titolo

De architectura, libro IX, 1

Note

Piacenza è citata in un elenco di località (Alessandria, Atene, Roma) per esemplificare l'ovvio fatto che in ogni luogo lo gnomone equinoziale è differente.

 

 

Autore

Manilio

Titolo

Astronomica, libro IV, v. 566

Note

Alla Trebbia, come nelle altre vittorie, il condottiero appariva spaventevole, così come prima della fuga nella sconfitta.

 

 

Autore

Manilio

Titolo

Astronomica, libro IV, v. 660

Note

La Natura distribuisce vari flagelli, così come Annibale ne lasciò per tutta Italia, tra i quali la sconfitta della Trebbia.

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro VII, 163

Note

A riprova dell'indeterminatezza del calcolo del tempo relativo agli astri, l'Autore riporta i dati del recente censimento di Vespasiano per cui da Piacenza un cittadino ha dichiarato 130 anni (78 d.C.).

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro VIII, 144

Note

Come esempio di fedeltà del cane, l'Autore cita il senatore Publio Celio (un sillano) che fu assalito a Piacenza (dai mariani), ma che fu ferito solo dopo che fu ucciso il suo cane (87 a.C.)

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro VIII, 591

Note

 Benché travolta dalla guerra, Piacenza non ha mancato di inviare rinforzi a Roma in difficoltà contro Annibale, gareggiando con altre colonie.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro I, 47

Note

 Giunone invoca ira e sconvolgimenti, come la Trebbia che scorra al contrario, contro i Romani dopo che Didone s'è uccisa per amore di Enea.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro IV, 480-497

Note

 Il console romano, considerando la pianura favorevole al cartaginese, si avvia verso le alture attorno al Trebbia e pone l'accampamento.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro IV, 573-597

Note

 Il Trebbia si mette a combattere contro i romani che tentano di attraversarlo.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro IV, 598-621

Note

 L'intervento degli elefanti accresce la rovina dei romani e spaventa lo stesso Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro IV, 622-648

Note

 Lo stesso console Scipione viene travolto dal fiume e si mette a minacciarlo.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro IV, 649-666

Note

 Il fiume Trebbia risponde irato alle minacce di Scipione, aumentando la sua impetuosità.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro IV, 690-703

Note

 Con l'aiuto di Vulcano, il Po e il Trebbia vengono ridotti alle antiche sponde e Scipione e Gracco (ma in realtà Longo) possono mettersi in salvo con i superstiti.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro V, 128

Note

 Il console Flaminio richiama il valore dei caduti romani, anche nelle sconfitte come al Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro VI, 109

Note

 Richiamando l'attenzione sui disastri subiti in Italia, tra cui la confitta al Trebbia, Attilio Serrano, figlio di Attilio Regolo, chiede protezione a Giove.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro VI, 297

Note

 Serrano rimpiange che gli antichi comandanti non siano più presenti, perché avrebbero evitato stragi come quella del Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro VI, 707

Note

 Vantando le proprie vittorie, Annibale definisce il Trebbia proprio alleato.

 

 

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro VII, 148

Note

 Annibale nota come la tattica di Fabio Massimo non avrebbe mai portato a scontri come quello sul Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro VII, 378

Note

 A Canne, Annibale vince con una tattica simile a quella usata al Trebbia e al Trasimeno,

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro VIII, 38

Note

 Giunone promette il suo appoggio ad Annibale per Canne così come alla Trebbia e al Trasimeno.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro VIII, 668

Note

 La morte del console Paolo a Canne prelude ad una strage che replicherà quella del Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro IX, 189

Note

 Annibale prima di Canne arringa i soldati richiamando le recenti vittorie, tra cui il Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro X, 590

Note

 I vari rovesci della guerra, tra cui la sconfitta del Trebbia, rendono disperato il popolo romano.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro XI, 140

Note

 Grazie al discorso di Virrio, ora le sconfitte, come quella del Trebbia, infuocano l'animo dei romani alla battaglia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro XI, 345

Note

 Il vecchio Scipione tenta di convincere il figlio che Annibale è troppo forte, perché è lui la causa prima delle sconfitte, come quella del Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro XII, 16

Note

 I punici non hanno più il vigore che li aveva portati ad affrontare le Alpi e a vincere al Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro XII, 80

Note

 Annibale, rendendosi conto della fiacchezza dei suoi, tenta di scuoterli ricordandogli le passate vittorie, tra cui quella del Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro XII, 285

Note

 La vittoria di Marcello a Nola rinvigorisce i romani e indispettisce Annibale, che considera le sue vittorie, tra cui quella del Trebbia, superiori.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro XII, 548

Note

 Mentre Annibale si avvicina a Roma, trepidano persino i morti delle battaglie passate, come quelli caduti al Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro XV, 815

Note

 Il console Nerone mostrando il capo di Asdrubale, proclama di aver pareggiato il Trebbia e il Trasimeno.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro XVII, 312

Note

 Giunone chiede ad Annibale la vittoria, richiamando le sue vittorie in Italia, tra cui il Trebbia.

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punicae, libro XVII, 600

Note

 Alla fine, Giunone ferma Annibale a mirare, come un tempo dal Gargano Canne e dagli Appennini il Trebbia, la pianura di Zama e la sconfitta finale.

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro XV, 76

Note

L'Autore esprime il suo stupore per il fatto che l'ardore di uno, Catone, sia stato più decisivo che le battaglie, tra cui la Trebbia.

 

 

Autore

Quintiliano

Titolo

Institutio oratoria, libro I, 5.12

Note

L'Autore ricorda come l'oratore Ortensio rimproverava il collega Tito Tinca, piacentino, di usare troppi barbarismi (I sec. a.C.).

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Annales, libro XV, 47.2

Note

Un vitello nato con la testa al posto di una gamba a Piacenza è stato interpretato come il segno di un cambiamento di un nuovo capo, ma di breve durata (65 d.C.).

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.1

Note

Lucio Cornelio della città di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.2

Note

Lucio Glauchio Vero di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.3

Note

Lucio Vetustio Secondo di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.4

Note

Il liberto Lucio Licinio Palo di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.5

Note

Lucio Acilio Marcello di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.14

Note

Gaio Vazio Terzo di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.17

Note

Cesellio Ciro di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.22

Note

La liberta Petronia Quinta di Piacenza è una centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.25

Note

Il liberto Marco Terenzio Albo di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.26

Note

Marco Antonio di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.27

Note

Marco Talpio Vitale di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.33

Note

Tito Numerio di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Flegonte di Tralle

Titolo

Macrobioi, fr. 37.35

Note

Tito Petronio di Piacenza è un centenario.

 

 

Autore

Claudiano

Titolo

Bellum Geticum, v. 387

Note

L'Autore ammonisce a non pensare che nelle sconfitte i romani s'indeboliscano, come aveva pensato Filippo di Macedonia dopo le vittorie di Annibale in Italia, come al Trebbia.

 

 

Autore

Ambrogio

Titolo

Epistolae, libro II, 8

Note

Nel tentativo di consolare un amico, l'Autore rievoca il paesaggio emiliano e appenninico, pieno di città, villaggi e campi ormai distrutti e abbandonati: tra le città in dissoluzione c’è Piacenza (387 d.C.).

 

 

Autore

Ambrogio

Titolo

De virginibus, libro I, 10.57

Note

L'Autore esalta il fatto che gruppi di vergini vengono a lui da tante città come Piacenza (metà IV sec. d.C.).

 

 

Autore

San Girolamo

Titolo

Epistulae, 130

Note

Nelle difficoltà i romani hanno sempre dimostrato capacità di reazione, come la vittoria di Marcello a Nola dopo i disastri del Ticino, del Trebbia, del Trasimeno e di Canne.

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Storie, libro III, 40.3-6

Note

I romani si affrettano a dedurre delle colonie nel territorio dei Galli attorno al Po, centrate su Piacenza, al di qua del fiume, e Cremona, al di là (218 a.C.).

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Storie, libro III, 66.9

Note

Il console Publio Cornelio Scipione dopo la sconfitta al Ticino, pone il campo nei pressi di Piacenza(218 a.C.).

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Storie ,libro III, 67.9-68.4

Note

Il console Publio Cornelio Scipione, confidando nel territorio, si muove oltre il Trebbia per affrontare Annibale, ma i cartaginesi sorprendono la retroguardia dei romani (218 a.C.).

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Storie, libro III, 69.5

Note

Annibale punisce i Galli locali che avevano fatto accordi sia con lui che con i Romani (218 a.C.).

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Storie, libro III, 69.9

Note

Il console Tiberio Sempronio Longo attacca la cavalleria cartaginese abboccando al tranello impostato da Annibale (218 a.C.).

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Storie, libro III, 72.4

Note

I romani all'inseguimento dei cartaginesi si immergono nel Trebbia, ma vengono sorpresi dalla corrente fredda (218 a.C.).

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Storie, libro III, 74.6-8

Note

Diecimila romani riescono a compattarsi e a raggiungere Piacenza, presto raggiunti da altri sopravvissuti, mentre i cartaginesi stanno vincendo (218 a.C.).

 

 

Autore

Cornelio Nepote

Titolo

De viris illustribus. Hannibal, 4.2

Note

Alla Trebbia, Annibale affronta entrambi i consoli romani, Sempronio Longo per la prima volta e Cornelio Scipione per la terza, e li sconfigge (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XX periocha

Note

Nel territorio appena tolto ai Galli vengono fondate le colonie di Piacenza e Cremona (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI periocha

Note

Annibale sbaraglia l'esercito rimano sulla Trebbia (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 15.4-6

Note

Considerazioni cronologiche dell'Autore sulla battaglia della Trebbia in riferimento alla presa di Sagunto e all'assunzione del consolato a Rimini da parte di Gaio Flaminio.

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 25.2

Note

La fondazione di Piacenza e Cremona aveva suscitato il perenne malcontento delle popolazioni galliche (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 25.3

Note

Gaio Lutazio, Gaio Servilio e Marco Annio, magistrati incaricati della distribuzione delle terre di Piacenza, ritenendo insicura la nuova colonia, si rifugiano a Modena (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 39.4

Note

Il console Publio Cornelio Scipione giunge a Piacenza da Pisa con l'esercito mentre Annibale sta avanzando verso il Po (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 47.3

Note

Il console Publio Cornelio Scipione torna a Piacenza dopo essere stato sconfitto al Ticino (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 47.7-8

Note

I cartaginesi Magone ed Annibale si attestano rispettivamente nei pressi e a poca distanza da Piacenza per affrontare i romani (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 48.1-8

Note

Il console Publio Cornelio Scipione è spinto dal tradimento dei Galli al suo comando e dalla superiorità della cavalleria cartaginese, a togliere il campo dai pressi di Piacenza per inoltrarsi nelle alture circostanti il fiume Trebbia, nella zona dove già era attestato Annibale (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 51.7

Note

Il console Tiberio Sempronio Longo a marce forzate in poco tempo porta le sue truppe via mare dalla Sicilia a Rimini, e da qui alla Trebbia per raggiungere il collega(218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 52.1-8

Note

L'atteggiamento alterno dei Galli ed i propositi di scontro di Annibale e del console Tiberio Sempronio Longo portano a diverse posizioni e al saccheggio della zona ordinato dal generale cartaginese (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 52.9-11

Note

Il console Tiberio Sempronio Longo vince il primo scontro coi cartaginesi sorpresi mentre stanno saccheggiando la zona (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 53

Note

Esaltato per la facile vittoria, il console Tiberio Sempronio Longo decide di impegnare il nemico cartaginese in uno scontro campale, nonostante il parere contrario del collega, in questo sentimento ricambiato da Annibale (218 a.C:).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 54.1-5

Note

Annibale dispone le sue forze e dà ordini per la battaglia sulla Trebbia (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 54.6-9

Note

Il console Tiberio Sempronio Longo ordina l'attacco nei confronti dei cartaginesi (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 55

Note

Prima fase della battaglia: mentre le fanterie si fronteggiano, i cartaginesi annientano la cavalleria romana (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 56

Note

Seconda fase: la fanteria romana viene accerchiata e si disunisce, anche se un nucleo di diecimila soldati riescono ad aprirsi un varco ed a raggiungere Piacenza. La vittoria della battaglia è di Annibale (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 57.6-8

Note

Annibale assale il deposito fortificato (il porto fluviale?) di Piacenza, ma viene respinto e ferito (218 a.C.).

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro XVI, 144

Note

Publio Scipione Africano rifiutò la corona dopo aver salvato suo padre alla Trebbia, vista la sconfitta (218 a.C.).

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro VII, 105-106

Note

Marco Sergio, benché privato della mano destra in combattimento, si segnalò come uno dei più valorosi romani durante la seconda guerra punica: tra le altre imprese, difese Piacenza durante il passaggio di Annibale (218 a.C.).

 

 

Autore

Plutarco

Titolo

Fabio Massimo, 2.2

Note

Annibale, appena entrato in Italia, vince i romani al Ticino e al Trebbia (218 a.C.).

 

 

Autore

Plutarco

Titolo

Fabio Massimo, 3.4-5

Note

Il console sconfitto al Trebbia racconta a Roma una sua versione dei fatti per cui nega la responsabilità della sconfitta (218 a.C.)

 

 

Autore

Frontino

Titolo

Stratagemata, libro II, 5.23

Note

Annibale vince alla Trebbia grazie anche allo stratagemma per cui fa inseguire Magone dal console Tiberio Sempronio Longo attraverso il fiume gelido (218 a.C.).

 

 

Autore

Velleio Patercolo

Titolo

Historiae Romanae, libro I, 14.8

Note

Al tempo dell'invasione di Annibale, sorsero le colonie di Cremona e Piacenza (218 a.C.).

 

 

Autore

Floro

Titolo

Epitoma de Tito Livio, libro II, 6

Note

La battaglia della Trebbia è la seconda vittoria di Annibale in Italia (218 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 58.11

Note

Una tempesta durante l'attraversamento degli Appennini uccide molti degli elefanti sopravvissuti alla battaglia sulla Trebbia (217 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 57.9-14

Note

Rincuorati dalla resistenza di Piacenza, gli abitanti di Victumulae si organizzano e affrontano i cartaginesi, ma vengono sbaragliati e, nonostante la loro resa, la loro piazzaforte viene saccheggiata (218-217 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 59.1-9

Note

Fallito l'attraversamento degli Appennini, Annibale torna verso Piacenza dove viene affrontato nuovamente in battaglia dal console Tiberio Sempronio Longo; lo scontro rimane però senza un vero vincitore (217 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXI, 63.1

Note

Le legioni di stanza a Piacenza attendono il nuovo console, Gaio Flaminio (217 a.C.).

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Historiae, libro III, 108.8

Note

I reduci della Trebbia vengono schierati anche a Canne (216 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXII, 46.4

Note

Le truppe cartaginesi a Canne sembravano romane a causa delle armi spogliate ai nemici vinti alla Trebbia e al Trasimeno (216 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXII, 58.2

Note

Dopo la vittoria di Canne, Annibale convoca i prigionieri e, al contrario che alla Trebbia e al Trasimeno, gli si rivolge con parole cortesi (216 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXIII, 18.7

Note

Per spronare i suoi soldati all'assalto alla fortezza di Casilino, Annibale ricorda le vittorie appena conquistate, tra cui quella della Trebbia (216 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXIII, 43.4

Note

Annibale ricorda agli ambasciatori degli Italici le sue vittorie, a partire da quella sulla Trebbia (216 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXIII, 45.6

Note

Il console Marco Claudio Marcello durante la battaglia di Nola riconosce le insegne strappate ai romani nelle precedenti battaglie, compresa quella della Trebbia(215 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXVI, 41.11

Note

Parlando ai soldati romani in Spagna, Publio Cornelio Scipione ricorda le sconfitte romane, tra le quali quella al Trebbia, come monito (211 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXVII, 10.8

Note

Tra le colonie che si mantennero fedeli a Roma e che inviarono nuove reclute, si segnala anche Piacenza(209/208 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXVII, 39.11-14

Note

Il generale cartaginese Asdrubale, giunto in Italia per aiutare Annibale, perde tempo ad assediare Piacenza, senza ricordare che già questo errore l'aveva fatto proprio Annibale dopo la Trebbia (207 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXVII, 43.1

Note

Lasciato l'assedio di Piacenza, Asdrubale tenta di mettersi in contatto con Annibale (207 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXVIII, 11.10

Note

I rappresentanti di Piacenza e di Cremona si lamentano dello spopolamento delle loro colonie dovuto alla guerra (207 a.C.).

 

 

Autore

Cornelio Nepote

Titolo

De viris illustribus. Hannibal, 6.2

Note

Annibale viene richiamato in patria per affrontare Publio Cornelio Scipione, figlio di quel Scipione che aveva sconfitto alla Trebbia (202 a.C.).

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Storie, libro XV, 11.8

Note

Annibale incita i soldati prima di Zama ricordando che hanno già affrontato il padre del generale avversario alla Trebbia (202 a.C.).

 

 

Autore

Orosio

Titolo

Historiarum adversum paganos, libro II, 4.20

Note

I galli Boi, Insubri e Cenomani devastano le colonie di Cremona e Piacenza e vengono sconfitti dal pretore Lucio Fulvio (202 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXI, 10.2

Note

Piacenza è assalita dalle tribù galliche in rivolta guidate dal cartaginese Amilcare (200 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXI, 21.18

Note

Dopo la vittoria del console Lucio Furio Purpurione a Cremona sui Galli, nella quale fu ucciso il cartaginese Amilcare, circa duemila prigionieri romani tornano alle loro case a Piacenza (200 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXII, 26.3

Note

Il console Sesto Elio Peto si attesta in Gallia Cisalpina e si opera per far rientrare i coloni dispersi dalle guerre, tra cui anche i piacentini, nelle proprie

 

sedi (198 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXIII, 23.1

Note

I coloni di Piacenza e Cremona testimoniano del valore e dell'importanza delle vittorie di Gaio Cornelio Cetego sul Mincio durante le guerre contro i Galli, favorendo l'attribuzione del trionfo al console (197 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXIV, 22.3

Note

Dopo aver vinto i Galli presso la selva Litana, il console Lucio Valerio Flacco mantiene per tutta l'estate l'esercito a Piacenza e Cremona per ristabilirlo in attesa di nuove operazioni (195 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXIV, 47.8

Note

Il console Tiberio Sempronio Longo, dopo aver respinto una sollevazione di Galli, si ritira con le proprie legioni a Piacenza (194 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXIV, 56.9-10

Note

Poco prima di rimettere la sua carica, il console Tiberio Sempronio Longo scrive al senato che diecimila Liguri hanno saccheggiato e distrutto il territorio di Piacenza (193 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXVII, 46.9-11

Note

I rappresentanti di Piacenza e Cremona giungono a Roma per lamentarsi dello scarso numero di coloni rimasti, decimati dalle continue guerre, e ottengono seimila nuove famiglie da spartirsi, le quali saranno selezionate da una commissione triumvirale formata da Marco Attilio Serrano, Lucio Valerio Flacco e Lucio Valerio Tappo (190 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXVII, 47.2

Note

Il console Gaio Lelio organizza il reclutamento dei coloni da inviare a Piacenza e Cremona (190 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXIX periocha

Note

Il console Marco Emilio Lepido, sottomessi i Liguri, realizza una strada che collega Rimini a Piacenza (187 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXIX, 2.10

Note

Il console Marco Emilio Lepido, sottomessi i Liguri, realizza una strada che proseguisse la via Flaminia collegando Rimini a Piacenza (187 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XXXIX, 43.1-2

Note

Durante l'esposizione della vicenda del processo contro Lucio Quinzio Flaminino sostenuto da Catone, l'Autore riferisce, senza convinzione, la versione dell'annalista Valerio Anziate secondo la quale fu per una famosam mulierem fatta venire apposta da Piacenza che l'allora console Flaminino ha commesso dei forti abusi di potere (184 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XL, 41.9

Note

Il console Aulo Postumio Albino è per caso a Piacenza quando viene a sapere dell'illecito congedo di una legione da parte del tribuno Marco Fulvio Nobiliore e parte immediatamente per Pisa (180 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XLI, 1.6

Note

A Piacenza viene arruolata in fretta una coorte che facesse azione di controllo nelle retrovie durante la campagna contro gli Istri (179 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XLI, 2

Note

Gli Istri attacano a sorpresa e distruggono le postazioni difensive dei romani, compresa quella della coorte piacentina (179 a.C.).

 

 

Autore

Livio

Titolo

Ab Urbe condita, libro XLIV, 40.6

Note

Uno squadrone di cavalleria di piacentini partecipa alla vittoriosa battaglia di Pidna (168 a.C.).

 

 

Autore

Polibio

Titolo

Storie, libro XXXIII, 10.1

Note

Il console Quinto Opimio raduna l'esercito a Piacenza per marciare contro gli Ossibi (154 a.C.).

 

 

Autore

Valerio Massimo

Titolo

Facta et dicta memorabilia, libro IV, 7.5

Note

Il console fedele a Silla Gneo Ottavio prepone a comando di Piacenza l'anziano Publio Celio, il quale, perduta la città per l'attacco dell'esercito del mariano Cinna, si fa uccidere per mano del cavaliere Lucio Petronio (87 a.C.).

 

 

Autore

Valerio Massimo

Titolo

Facta et dicta memorabilia, libro VI, 2.10

Note

L'anziano magistrato locale Marco Castrizio si oppone all'ordine del console Gneo Papirio Carbone di consegnargli degli ostaggi e ottiene soddisfazione nonostante l'ira del console (85 a.C.).

 

 

Autore

Appiano

Titolo

Bellum civile, libro I, 92

Note

Il generale sillano Lucullo vince delle truppe di Carbone, fedele a Mario, presso Piacenza (82 a.C.).

 

 

Autore

Cicerone

Titolo

In L. Calpurnium Pisone oratio, 53

Note

L'Autore richiama l'origine piacentina per via materna (Calvenzia) di Pisone, cosa che infanga la stessa colonia più che tutta Roma (55 a.C.).

 

 

Autore

Cicerone

Titolo

In L. Calpurnium Pisone oratio, 67

Note

L'Autore cita l'utilizzo da parte di Pisone di grandi coppe fabbricate a Piacenza, città d'origine dell'accusato (55 a.C.).

 

 

Autore

Cicerone

Titolo

In L. Calpurnium Pisone oratio, fr. 13

Note

L'Autore sottolinea che, richiamando l'origine cispadana di Pisone, egli non vuole assolutamente denigrare Piacenza, municipio tante volte a lui favorevole (55 a.C.).

 

 

Autore

Cicerone

Titolo

In L. Calpurnium Pisone oratio, fr. 14

Note

L'Autore traccia brevemente l'ascesa di Calvenzio, suocero di Pisone (55 a.C.).

 

 

Autore

Cicerone

Titolo

Epistulae ad Quintum fratrem, libro II, lett. 14

Note

L'Autore ricorda che il fratello gli aveva da poco scritto da Piacenza (54 a.C.).

 

 

Autore

Cicerone

Titolo

Epistulae ad Atticum, libro VI, lett. 9

Note

L'Autore riceve all'amico la notizia allarmante che Cesare ha intenzione di raggiungere Piacenza dalla Gallia con quattro legioni (50 a.C.).

 

 

Autore

Svetonio

Titolo

Divus Iulius, 69

Note

Cesare congeda con disonore la IX legione che si era ammutinata a Piacenza (49 a.C.).

 

 

Autore

Appiano

Titolo

Bellum civile, libro II, 47-48.1

Note

Mentre sta preparando la guerra contro Pompeo, Cesare deve recarsi a Piacenza a sedare l'ammutinamento di una legione (49 a.C.).

 

 

Autore

Cassio Dione

Titolo

Historiae Romanae, libro XLI, 26

Note

A Piacenza alcuni soldati si ammutinano, ma

l'intervento di Cesare placa la contestazione (49 a.C.).

 

 

Autore

Giulio Cesare

Titolo

Commentarii belli civilis, libro III, 71

Note

Tra i caduti cesariani in una sconfitta subita a Durazzo c'è anche il cavaliere piacentino Gaio Fleginate(48 a.C.).

 

 

Autore

Lucano

Titolo

Pharsalia, libro II, v. 47

Note

Il popolo romano piange la condizione della guerra civile al punto di rimpiangere chi ha vissuto i drammatici momenti di Canne e della Trebbia (48 a.C.).

 

 

Autore

Cassio Dione

Titolo

Historiae Romanae, libro XLVIII, 10

Note

A Piacenza le truppe di Ottaviano inviate in Spagna si ammutinano e taglieggiano la popolazione, ma vengono poi bloccate e sconfitte da Caleno e Ventidio sulle Alpi(41 a.C.).

 

 

Autore

Plutarco

Titolo

Otone, 6.1-4

Note

I soldati di Vitellio insultano quelli di Otone mentre si difendono in Piacenza provocando la reazione di questi (69 d.C.).

 

 

Autore

Plutarco

Titolo

Otone, 7.1

Note

Il generale di Vitellio Aulo Cecina si allarma perché Spurinna, generale di Otone, ha respinto i suoi uomini da Piacenza (69 d.C.)

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Historiae, libro II, 17-19

Note

Vestricio Spurinna, che occupava Piacenza per conto di Otone, subisce gli assalti dell'esercito di Cecina e l'ammutinamento dei suoi soldati, riuscendo però poi a ricondurli sotto la sua autorità (69 d.C.).

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Historiae, libro II, 20.2

Note

Dopo aver tentato di far passare dalla propria parte la guarnigione di Piacenza fedele a Otone, Aulo Cecina, fedele a Vitellio, si prepara ad assaltare la città (69 d.C.).

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Historiae, libro II,

Note

Durante il primo attacco a Piacenza viene bruciato l'anfiteatro, costruzione invidiata da tutti i municipi vicini (69 d.C.).

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Historiae, libro II, 21-22

Note

Nonostante la furia degli assalti, Piacenza resiste agli assalti di Cecina, che infine deve ritirarsi (69 d.C.).

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Historiae, libro II, 23.1

Note

Spurinna comunica al collega Annio Gallo la difesa vittoriosa di Piacenza (69 d.C.).

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Historiae, libro II, 24.1

Note

La sconfitta di Piacenza provoca gravi problemi ad Aulo Cecina all'interno della cerchia di Vitellio (69 d.C.).

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Historiae, libro II, 32.2

Note

la difesa di Piacenza dimostrava che le truppe di Otone erano in gradi di protrarre a lungo la guerra (69 d.C.).

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Historiae, libro II, 36.2

Note

Spurinna lascia Piacenza con le sue truppe per raggiungere Otone (69 d.C.).

 

 

Autore

Tacito

Titolo

Historiae, libro II, 49.4

Note

A Piacenza si vedono scene di disperazione e di suicidio alla notizia della sconfitta della morte di Otone(69 d.C.).

 

 

Autore

Svetonio

Titolo

Otho, 9.2

Note

I generali di Otone ottengono alcune parziali vittorie, tra cui a Piacenza (69 d.C.)

 

 

Autore

Orosio

Titolo

Historiarum adversum paganos, libro III, 7.8

Note

Otone ottiene alcune vittorie di poco conto, tra cui una a Piacenza, prima dello scontro finale (69 d.C.).

 

 

Autore

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Titolo

Excerpta Vaticanae, fram. 175

Note

L'imperatore Aureliano ferma l'invasione barbarica di Alamanni e Iutung presso Piacenza (271 d.C.).

 

 

Autore

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Titolo

Gesta concilii Aquileiensis, 58

Note

Il vescovo di Piacenza Savino si esprime contro il vescovo Palladio e l'arianesimo (381 d.C.).

 

 

Autore

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Titolo

Auctarium Prosperi, s.a. 456

Note

L'imperatore Avito viene sconfitto a Piacenza da Ricimero e viene nominato vescovo della città e subito ucciso (456 d.C.).

 

 

Autore

Ennodio

Titolo

Vita Epiphani, 101

Note

Odoacre, ucciso Oreste presso Piacenza, conquista il potere (476 d.C.).

 

 

Autore

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Titolo

Anonymus Valesianus, 38

Note

Lo sciro Odoacre scende in Italia e, sconfitti Oreste a Piacenza e suo fratello Paolo nella pineta fuori Classe, depone Augustolo e prende il potere (476 d.C.).

 

 

Autore

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Titolo

Fasti Vindobonenses, sub 476

Note

Re Odoacre fa uccidere il generale Oreste a Piacenza e suo fratello Paolo a Ravenna (476 d.C.).

 

 

Autore

Cassiodoro

Titolo

Variae, libro X, 28

Note

L'Autore, per conto di re Teodorico, ribadisce il controllo pubblico su alcuni punti come sull'approdo del Po a Piacenza (507/511 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Auctarium Marcellini, sub 540.6

Note

Per combattere il nuovo re goto Ildibaldo da Ravenna parte il generale Bessa per portarsi a Piacenza (541 d.C.).

 

 

Autore

Procopio

Titolo

De bellis, libro VII, 13.8-10 [Bellum Gothicum, libro III, 13.8-10]

Note

Il re goto Totila invia delle truppe ad assediare Piacenza e conquistare quella che era l'ultima città dell'Emilia, e la sua principale piazzaforte, rimasta in mano ai romani (545 d.C.).

 

 

Autore

Procopio

Titolo

De bellis, libro VII, 16.2-4 [Bellum Gothicum, libro III, 16.2-4]

Note

Gli abitanti di Piacenza, spinti dalla fame a mangiarsi tra di loro, si arrendono agli assedianti goti(546 d.C.).

 

 

Autore

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Titolo

Anonymus perperam Antoninus dictus Placentinus, 1

Note

Il viaggio del gruppo di pellegrini guidato da Antonino parte dalla città natale Piacenza (570 d.C.).

 

 

Autore

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Titolo

Anonymus perperam Antoninus dictus Placentinus, 7

Note

A Gadara, presso le terme di Elia, morì uno del gruppo, il piacentino Giovanni (570 d.C.).

 

 

Autore

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Titolo

Anonymus perperam Antoninus dictus Placentinus, 48

Note

Pieni di gioia i pellegrini tornano infine nella loro città, Piacenza posta sopra il Po (570 d.C.).

 

 


FONTI EPIGRAFE
 
 

Tipo di oggetto

Vaso d'argento iscritto Iscrizione (CIL XI, 3281-3284)

Tipo di informazione

Itinerarium Gaditanum (I sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Roma, Museo Nazionale Romano

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Note

È  meglio noto come itinerarium Gaditanum o vasi di Vicarello, località presso il lago di Bracciano dove è stato rinvenuto; le parti del testo che menzionano Piacenza sono le seguenti:

 

CIL XI 3281: (…) / LAMBRVM (...) / PLACENTIAM XVI / FLORENTIAM XV / (...)

 

Traduzione:

La stazione di cambio del Lambro(...), Piacenza a sedici miglia, Fiorenzuola a quindici miglia).

 

CIL XI 3282: (…) / LAMBRVM (...) / PLACENTIA XVI / FLORENTIA XVI / (...)

 

Traduzione:

La stazione di cambio del Lambro  (...), Piacenza a sedici miglia, Fiorenzuola a sedici miglia.

 

CIL XI 3283: (…) / LAMBRVM (...) / PLACENTIA XVI / FLORENTIA XV / (...)

 

Traduzione:

La stazione di cambio del Lambro (...), Piacenza a sedici miglia, Fiorenzuola a quindici miglia).

 

CIL XI 3284: (…) / LAMBROFLVMEN (...) / PLACENTIA XVII / FLORENTIA XV / (...)

 

Traduzione:

La stazione di cambio del fiume Lambro (...), Piacenza a sedici miglia, Fiorenzuola a quindici miglia.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1214)

Tipo di informazione

Dedica celebrativa (270/275 d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

RESTITVT(ori) TOTIVS ORBIS SVI DOMINO / IMP(eratori) CAES(ari) L(ucio) DOMITIO AVRELIANO / PIO FELICI VICTORIOSO AVGVSTO / VAL(erius) SABINVS A(erfectissimus) V(ir) RAT(ionalis) DEVOTVS / NVMINI MAIESTATIQVE / EIVS(

 

Traduzione:

Al restauratore di tutta la terra, suo dominatore, all'imperatore Cesare Lucio Domizio Aureliano, pio, felice, vittorioso Augusto, Valerio Sabino, uomo perfettissimo, contabile, devoto ai numi e alla maestà sua.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1217)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

P(ublius) AVFIDIVS L(uci) F(ilius) IIII VIR II VIR / TR(ibunus) MILIT(um) PRAEF(ectus) FAB(rum) SIBI ET / L(ucio) AVFIDIO CN(aei) F(ilio) PATRI ET / FADIENAE P(ubli) F(iliae) MATRI ET / L(ucio) AVFIDIO L(uci) F(ilio) FRATRI IIII VIR(o) ET / SALVIAE CLIAE FRATRIS VXORI ET / LIBVRNIAE L(uci) F(iliae) CONSOBRINAE / FACTVM EX TESTAMENTO HS X(milia) ARBITRATV / C(ai) ANNISIDI C(ai) F(ilii) RVFI

 

Traduzione:

Publio Aufidio, figlio di Lucio, quattuorviro, duoviro, tribuno dei soldati, prefetto dei fabbri, per se e per Lucio Aufdio, figlio di Gneo, padre, e per Fadiena, figlia di Publio, madre, e per Lucio Aufidio, figlio di Luciom, fratello, quattuorviro, e per Salvia Clia, moglie del fratello, e per Liburnia, figlia di Lucio, cugina, (ha) compiuto per testamento con diecimila sesterzi, per l'arbitrato di Gaio Annisidio Rufi, figlio di Gaio.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1218)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (II-III sec. d.C.)

Luogo di conservazione

 

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Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

Note

 

 

V(ivus) F(ecit) / L(ucius) METTIVS / L(uci) F(ilius) PRIMVS / CORNICEN SIBI / ET / PETRONIAE M(arci) F(iliae) / SECVNDAE VXORI / P(ublio) ANNEIO P(ubli) L(iberto) / CAMPESTRI / AMICO VI VIRO / ET TITIAE L(uci) METTI / L(ibertae) CAPRAE / ET C(aio) DOMITIO C(ai) F(ilio) RAPTO / Q(uo)Q(uo)V(ersus) P(edes) XXX (

 

Traduzione:

Da vivo fece Lucio Mettio Primo, figlio di Luci, suonatore di flauto, per sé e per Petronia Seconda, figlia di Marco, moglie, e per Publio Anneio Campestre, liberto di Publio, amico seviro, e per Tizia Capra, liberta di Lucio Mettio, e per Gaio Domizio Ratto, figlio di Gaio, in ogni direzione trenta piedi.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1219)

Tipo di informazione

Dedica celebrativa (III sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

S(extus) PETRONIVS T(iti) F(ilius) LVPVS / MARIANVS DEC(urio) IIII VIR IV(re) D(icundo) / AVGVR PRAEF(ectus) FABR(um) CONS(ularis) / BIS XYSTVM CV[m st]A/TVIS ET ORNAMENTIS / V[...]E[...]ENS(ibus?) DED(it)

 

Traduzione:

Sesto Petronio Lupo Mariano, figlio di Tito, decurione, quattuorviro con diritto d'amministrare la giustizia, augure, prefetto dei fabbri, per due volte consolare, una palestra con statue e ornamenti offrì ai V(...).

 

 

 Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1220)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I-II sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

P(ublius) VETTIVS P(ubli) [... praef(ectus)] / FABR(um) BI[s ...] / PAVLLINO F(ilio) [...] / AMANDAE [...] / QVAE QVOD EG[...

 

Traduzione:

Publio Vettio, (figlio di) Publio, prefetto dei fabbri per due volte, per Paolino, figlio, per Amanda, la quale questo (...).

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1221)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I-II sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

SER[...] / PRIMIPIL(us) / LEG(ionis) XIV GEMIN(ae) / II VIR PLAC(entia) / ET SORICIS L(ibertae) / IN AG(ro) P(edes) XXX (traduzione: Ser(...) primipilo della quattordicesima legione gemella, duoviro di Piacenza, e a Sorice liberta, nel campo trenta piedi.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1222 = AE 1988, 569)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

D(is) M(anibus) / P(ublio) AELIO AVG(usti) L(iberto) / PROTHYMO TABVL(ario) / XX HER(editatium) AEMIL(iae) LIGVRIA(e) / TRANSPADANAE / VLPIA AVG(usti) LIB(erta) CLARINA / CONIVNX ET AELI / SIMILIS ET PROTHYMVS FILI(i) / PATRI BENE MERENTI / HIC HOC PRAETORIVM CVM / BALINEO A SOLO EREXIT

 

Traduzione:

Ai dei Mani, a Publio Elio Protimo, liberto di Augusto, archivista della tassa sulla ventesima delle eredità per l'Emilia e la Liguria e la Transpadana, Ulpia Clarina, liberta di Augusto, coniuge e Elio Simile e Protimo figli per il padre benemerito qui questo pretorio con un impianto termale da suolo fu eretto.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1223)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza

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Note

M(arcus) ANNEIVS / M(arci) F(ilius) PRIMVS / IIIIII VIR / SIBI ET / M(arco) ANNEIO FELICI / PATRI / NAEVIAE L(uci) F(iliae) / SECVNDAE MATRI / T(estamento) F(ieri) I(ussit) / IN FR(onte) P(edes) XII IN AG(ro) P(edes) XII

 

Traduzione:

 

Marco Anneio Primo, figlio di Marco, seviro, per sé e per Marco Anneio Felice, padre, e per Nevia Seconda, figlia di Lucio, madre, ordinò di porre per testamento dodici piedi sul fronte, dodici piedi lungo il campo.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1224)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Parma, Museo Archeologico Nazionale

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Note

M(arcus) COELIVS / VOT(uria) VERVS / DECVR(io) PLAC(entinus) / SIBI ET / C(aio) COELIO M(arci) FIL(io) / PATRI / SVLPICIAE C(ai) F[il(iae)] / VITALI MATR[i] / ATILIAE C(ai) F(iliae) POSILL[ae] / AVIAE OPTIMA[e] / L(ucio) COELIO VERO F[il(io)] / C(aio) COELIO VERO / NEP(o)TI / SVLPICIAE C(ai) L(ibertae) VER[ae] / VXORI / MEQVE ID(em) TESTAM(ento) / PONI IVSSIS

 

Traduzione:

Marco Celio Vero, della tribù Voturia, decurione piacentino per sé e per Gaio Celio, figlio di Marco, padre, e per Sulpicia Vitale, figlia di Gaio, madre, e per Atilia Posilla, figlia di Gaio, zia ottima, e per Lucio Celio Vero, figlio, e per Gaio Celio Vero, nipote, e per Sulpicia Vera, liberta di Gaio, moglie e per me medesimo, ordinato di porre per testamento.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1225)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

T(itus) GELLIVS T(iti) F(ilius) (VI)VIR AVGVSTALIS ET / CAIO F(ilio) SIBI IVCVNDAE MATRI / NEVIAE SORORI

 

Traduzione:

Tito Gellio, figlio di Tito, seviro augustale e per il figlio Gaio e per sé, e per la madre Gioconda, e per la sorella Nevia).

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1226)

Tipo di informazione

Lavori pubblici (III sec. d.C.?)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

L(ucius) IVLIVS [Pro]CVLVS / [II]VIR I(ure) D(icundo) / VALLVM [et] TVRRIM / FACIE[nda p]ORTAM / [r]EFIC[i]E[ndam curavit]

 

Traduzione:

Lucio Giulio Procolo, duoviro con diritto di amministrare la giustizia, curò la realizzazione del vallum e della torre e il restauro della porta).

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1227)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I-II sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

V(ivus) F(ecit) / M(arcus) NAEVIVS M(arci) F(ilius) / SECVNDVS DECVR(io) / PLACENT(inus) SIBI ET / M(arco) NAEVIO L(uci) F(ilio) / PATRI / [Li]CINIAE T(iti) F(iliae) VERAE / MATRI / [... N]AEVIO M(arci) F(ilio) PRIMO / [fratri / ...

 

Traduzione:

Da vivo fece Marco Nevio Secondo, figlio di Marco, decurione dei piacentini, per se e per Marco Nevio, figlio di Lucio, padre, e per Licinia Vera, figlia di Tito, madre, e per Nevio Primo, figlio di Marco, fratello).

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1228)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (II-III sec. d.C.)

Luogo di conservazione

 Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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 Note

L(ucio) PLOTIO / ATIMETO / IIIIII VIRO / AVGVSTALI / GRATVITO D(ecreto) D(ecurionum) / CELATAE CONL(ibertae) / VXORI EIVS / VITALI FILIAE / EORVM / CHLOE DELICIO / HELENI ET / IVVENTIAE VXORIS / HELENVS / PATRONVS / POSVIT / IN FR(onte) P(edes) XII IN AG(ro) P(edes) XIII

 

Traduzione:

A Lucio Plozio Atimeto, seviro augustale senza spese per decreto dei decurioni, a Celata conliberta, sua moglie, a Vitala figlia loro, a Cloe favorito, a Eleno e Giuvenzia moglie, Eleno patrono pose, sul fronte dodici piedi, lungo il campo tredici).

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1229)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria? (??? d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

[...]S M(arci) L(ibertus) / [...]S IIIIII VIR / [...]II L(iberti) / [...] L(iberto?) / [...] L(iberto?) / [...]TAE / [...

 

Traduzione:

(...)S, liberto di Marco, (...)S seviro, (...) liberto, (...) liberto, (...) liberto.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1230)

Tipo di informazione

Dedica celebrativa (post 213 d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza?

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Note

Q(uinto) ALBINIO / OVF(entina) / SECVNDINO / Q(uinti) F(ilio) Q(uinti) NEP(oti) Q(uinti) PRON(epoti) / MESTRIO AEBVTIO / TVLLIANO EQ(uito) R(omano) EQ(uo) P(ublico) / ACCENS(o) VE[l(eiatium?)] FLAM(ini) / DIVI MAGN(i) ANTON(ini) / II VIR(o) I(ure) D(icundo) M(unicipii) P(lacentini) CVR(atori) R(ei) P(ublicae) / PARMENS(ium) REPVNCTORI / SPLENDID(orum) COLLEGIORVM / FABRVM ET CENT(umvirorum?, onariorum?) C(oloniae) A(ureliae? ntoninana?) F(elicis) M(ediolaniensis) / COLLEGIA S(upra) S(cripta) PATRONO

 

Traduzione:

A Quinto Albino Secondino, della tribù Ofentina, figlio di Quinto, nipote di Quinto e pronipote di Quinto, Mestrio Ebuzio Tulliano, ascritto come cavaliere romano e pubblico dei Veleiati(?), flamine del divino grande Antonino, duoviro con diritto di giudizio del municipium dei piacentini, curatore della città di Parma, revisore dei conti (repunctor) degli splendidi collegi dei fabbri e dei cento uomini (preposti alle controversie sui confini; oppure deifabbricanti di stoffe) della felice colonia Aurelia Antoniniana dei milanesi, i collegi suddetti al patrono.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1231)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I-II sec d.C.?).

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

D(is) M(anibus) / ONESIMI / C(oloniae) P(lacentinae) S(ervi) VIL(ici) / MACELLI / ALLIA PRIM(a) / BENE ME/RENTI / CV/M QVO VI/XIT ANNIS / [... (traduzione: Ai dei Mani, a Onesimo Macello, servo in campagna della colonia di Piacenza, Allia Prima al benemerito col quale ha vissuto anni (...).

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 1232)

Tipo di informazione

Iscrizione (??? d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

PLACENTINO / R(?)

 

Traduzione:

Al piacentino R(...).

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 6939)

Tipo di informazione

Iscrizione imperiale (138/161 d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

[Imp(eratori) Caesari divi Hadriani filio divi / Traiani Parthici nepoti divi Nervae / pronepoti] T(ito) AEL[io Hadriano Antonino / Aug(usto) Pio pont(ifici)] MAX(imo) T[rib(unicia) pot(estate) ... co(n)s(uli) ... p(atri) p(atriae) / rest]ITVTOR[i Italiae(?)

 

Traduzione:

All'imperatore Cesare figlio del divino Adriano, nipote del divino Traiano partico, pronipote del divino Nerva, Tito Elio Adriano Antonino Augusto pio, pontefice massimo, con la potestà tribunizia, console, padre della patria, restauratore dell'Italia.

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (CIL XI, 6940 = AE 1983, 420)

Tipo di informazione

Iscrizione funeraria (I-II sec. d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei Civici di Palazzo Farnese

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Note

L(ucius) CAECILIVS L(uci) F(ilius) / FLACCVS PATER / Q(uaestor) TR(ibunus) AVG(ur) CVRATOR / AEDIS IOVIS FACIVND(ae) // PETRONIA C(ai) F(ilia) / MATER // L(ucius) CAECILIVS L(uci) F(ilius) / FLACCVS FRA(ter) / IIII VIR I(ure) D(icundo) / AVG(ur) // Q(uintus) CAECILIVS / L(uci) F(ilius) DECVR(io) / A POPVLO / AVG(ur) TR(ibunus) MILIT(um) / PRAEF(ectus) FA[b]R(um) / III FIERI IV[ssit]

 

Traduzione:

Lucio Cecilio Flacco, figlio di Lucio, padre, questore, tribuno, augure, curatore della realizzazione del tempio di Giove, Petronia, figlia di Gaio, madre, Lucio Cecilio Flacco, figlio di Lucio, fratello, triumviro con la facoltà di aministrare il diritto, augure, Quinto Cecilio, figlio di Lucio, decurione eletto dal popolo, augure, tribuno dei soldati, prefetto dei fabbri per tre volte, ordinò la realizzazione (del monumento).

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (AE 1935, 9 = AE 1964, 212)

Tipo di informazione

Dedica celebrativa (II-III d.C.)

Luogo di conservazione

Piacenza, Musei di Palazzo Farnese

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Note

Note: V(ivus) F(ecit) / C(aius) BIRRIVS C(ai) LIB(ertus) / PRIMIGENIVS / VI VIR ET AVG(ustalis) PLAC[entiae] VI VIR ET / AVG(ustalis) AQVIL(eiae) ADLECTVSQVE / EORVM [coll(egis)] / SIBI ET / BIR[riae P]YRAMIDI / [coniugi] OPTIMAE

 

Traduzione:

Da vivo fece Gaio Birrio Primigenio, liberto di Gaio, seviro augustale di Piacenza e di Aquileia, e ammesso da quei collegi, per sé e per Birria Piramide, ottima coniuge).

 

 

Tipo di oggetto

Iscrizione (AE 1959, 36)

Tipo di informazione

Dedica celebrativa (II-III d.C.)

Luogo di conservazione

Casteggio (PV)

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Note

LARI[a ...] / AMABI[lis] / SIBI ET / PETRONIAE /

SECVNDAE FI(liae) / MEAE / M(arco) PETRONIO I/VOTVR(??)

DECVRION(i) / AVGVSTA PIACENT(ia) / VIRO MEO / IN FRONT(e)

P(edes) L / IN AGR(o) P(edes) L

 

Traduzione:

Laria Amabile per sé e per Petronia Seconda, mia figlia, e per Marco

Petronio (quattuorviro???) decurione dell'Augusta Piacenza, mio uomo, sul fronte cinquanta piedi, nel campo cinquanta piedi.