STORIA DELLA REGGIO EMILIA ROMANA

 

Le testimonianze preromane nel centro della città sono rare ed incerte tanto che si è dubitato dell’esistenza di un insediamento preesistente al sito romano, la cui fondazione viene solitamente riferita al secondo consolato di M. Emilio Lepido nel 175 a.C.  E’ probabile che prima della costituzione ufficiale della cittadina qui vi fosse un punto di incontro tra elementi romani e locali, come lasciano supporre alcuni materiali archeologici recuperati negli strati più antichi dell’area urbana. E’ nella prima metà avanzata del II sec. a.C. che la documentazione archeologica rivela un’occupazione stabile ed organizzata, probabilmente urbanisticamente condizionata  nelle fasi iniziali dall’andamento del torrente Crostolo, entro la cui ansa forse l’abitato si era dapprima concentrato.

 

Nel territorio reggiano Regium Lepidi non ebbe probabilmente un ruolo dominante, poiché la sua importanza  sembra paritaria a quella di Tannetum e Brixellum; anzi quest’ultimo  per la sua funzione di nodo nevralgico delle comunicazioni per via terrestre e fluviale ebbe forse una certa preminenza. Certamente la città  non raggiunse il rilievo della vicina Modena e  solo in rare occasioni  divenne scenario di episodi storici significativi, come l’uccisione di M. Giunio Bruto, oppositore di Silla, da parte di sicari di Pompeo (77 a.C.) o l’aqquartieramento di Decimo Bruto agli inizi della Guerra di Modena contro Antonio (43 a.C.).

 

A partire dall’età augustea Reggio Emilia dovette assumere una caratterizzazione più marcata grazie ad un piano di regolarizzazione urbanistica Dall’insediamento iniziale di età repubblicana, piuttosto limitato, si passa quindi ad un agglomerato abbastanza esteso che utilizzava la via Emilia come decumanus maximus. L’altro asse generatore era il cardo, coincidente con l’attuale via Roma. L’area forense si trovava ad ovest del cardo e a sud del decumano; indizi della sua ubicazione sono emersi  sotto la Curia (ambienti con mosaici) e nei pressi della basilica di S. Prospero (elementi architettonici).  Non lontano dal foro, a nord della via Emilia, gli scavi sotto la sede del Credito Emiliano hanno riportato in luce  due edifici pubblici, frutto di un’ulteriore sistemazione urbanistica che data all’età giulio-claudia: la basilica civile e un edificio di culto caratterizzato da una certa monumentalità

 

Il perimetro urbano era circondato da una cinta difensiva in filari di mattoni, di cui si sono visti  alcuni tratti, specialmente nell’isolato di S. Rocco, mentre all’ingresso ovest della città  il passaggio della via Emilia sul Crostolo era  servito da un ponte a quattro/cinque arcate costruito o ritrutturato in età augustea. In quello stesso punto svettava, a sottolineare l’accesso all’area urbana, un monumento onorario di cui rimane una statua acefala di imperatore (Claudio ?) patrono della città. Fra le opere di pubblica utilità realizzate  nella primissima età imperiale va ricordato infine un acquedotto proveniente  dalla zona sud-orientale, ricca di risorgive.

 

Numerose testimonianze dell’edilizia privata consentono di ricostruire  un quadro piuttosto completo  del tessuto residenziale, ove prevalgono le tipiche domus con atrio aperto attorniato da ambienti di rappresentanza come  stanze da pranzo (triclini) e soggiorni (tablini). E’ soprattutto grazie  alla ricca  serie di pavimenti  venuti in luce in varie parti del reticolo urbano che si riesce a seguire l’evoluzione  tipologica delle dimore cittadine, ove si passa dai pavimenti in cocciopesto, spesso decorati con tessere o frammenti di marmo, ai mosaici in bianco e nero o policromi, talora di  grandi dimensioni  negli edifici di maggior prestigio, ben esemplificati dalla domus  fra le vie San Rocco ed Emilia Santo Stefano.

 

In parallelo con  il momento di massimo sviluppo  della città, fra la metà del I sec. a.C. e la metà del I sec. d.C., anche le necropoli mostrano esempi di monumentalizzazione, specialmente  nel tratto orientale della via Emilia. Una lenta decrescita urbanistica ha inizio nel II sec. d.C. e si fa ancor più evidente con la crisi del III sec. che investe l’intero impero, manifestandosi attraverso la riduzione del tessuto abitativo e produttivo e la sostituzione delle aree residenziali con zone cimiteriali.

 

Un ultimo episodio di ripresa coincide con il momento in cui la città  diviene sede episcopale (IV sec. d.C.) e si avvia una serie di nuove costruzione  legate al culto cristiano, di cui rimangono a testimonianza  i mosaici pavimentali coevi.

 

a cura dell' IBC Emilia Romgna