FONTI STORICHE
 

FONTI LETTERARIE
 
   

Autore

 Strabone

Strabone

Titolo

 Geografia, libro V, 1.2

Note

 La costa Adriatica forma, tra Rimini e Ravenna, una curva considerevole.

 

 

Autore

 Strabone

Titolo

 Geografia,  libro V, 1.7

Note

 Ravenna, fondata dai Tessali poi abitata da Umbri, è la maggiore città situata tra le paludi, ed infatti è costruita sull'acqua e vi si circola con ponti e barche, ma la marea assicura un ricambio d'acqua che ne fa un luogo estremamente salubre.

 

 

Autore

 Strabone

Titolo

 Geografia,  libro V, 2.1 e 10

Note

 Ravenna fa parte del territorio che era stato occupato dagli Umbri e che ancora oggi è chiamato Umbria (V sec. a.C.).

 

 

Autore

 Strabone

Titolo

 Geografia, libro V, 1.11

Note

 Ravenna è tra le città più importanti della Cispadana (I sec. a.C.).

 

 

Autore

 Vitruvio

Titolo

 De architectura, libro I, 4.11

Note

 Nonostante la vicinanza delle paludi, città galliche come Ravenna hanno un clima salubre grazie alla vicinanza col mare (I sec. a.C.).

 

 

Autore

 Vitruvio

Titolo

 De architectura, libro II, 9.11

Note

 A Ravenna le costruzioni sono fondate su palizzate di ontano, segreto della loro resistenza all'acqua e della loro durata (I sec. a.C.).

 

 

Autore

 Vitruvio

Titolo

 De architectura, libro II, 9.16

Note

 Attraverso il Po, il legno larignum, proveniente dall'omonimo castellum di Larigno, ottimo per le costruzioni, arriva a Ravenna (I sec. a.C.).

 

 

Autore

 Plinio il Vecchio

Plinio il Vecchio

Titolo

 Naturalis Historiae, libro III, 20.115

Note

 Ravenna, fortezza dei Sabini, col suo fiume Bedese fa parte della regio  VIII (I sec. d.C.).

 

 

Autore

 Plinio il Vecchio

Titolo

 Naturalis Historiae, libro III, 21.119

Note

 Ravenna è il terminale della fossa Augusta, la quale parte dal Po e in città è detta Padusa, una volta però Messanicus (I sec. d.C.).

 

 

Autore

 Plinio il Vecchio

Titolo

 Naturalis Historiae, libro III, 22.127

Note

 Ravenna era l'antico limite d'Italia prima che fosse spostato in Istria (I sec. d.C.)

 

 

Autore

 Plinio il Vecchio

Titolo

 Naturalis Historiae, libro VI, 218

Note

 Ravenna è posta sul “settimo parallelo” (I sec. d.C.)

 

 

Autore

 Plinio il Vecchio

Titolo

 Naturalis Historia, libro XXXVI, 18.83

Note

 Ravenna è un buon esempio di faro che avverte dell'imboccatura del porto come delle secche vicine (I sec. d.C.)

 

 

Autore

 Silio Italico

Titolo

 Punica, Libro VIII, 601-602

Note

 Accenno poetico alle acque paludose e stagne di Ravenna (I sec. d.C.).

 

 

Autore

 Cassio Dione

Titolo

Storia Romana, libro LX, 33

Note

 Il Po forma a Ravenna un porto favorevole e in grado di ospitare 250 navi (I-III sec. d.C.).

 

 

Autore

Vegezio

Titolo

Epitome rei militaris, libro IV, 31-32

Note

A Ravenna era stanziata una delle due flotte, era particolarmente rapida a raggiungere le zone orientali, ed era guidata da un prefetto di flotta (I-III sec. d.C.).

 

 

Autore

------

Titolo

 Imperatoris Antonini Augusti itineraria provinciarum et maritimum, 126.6

Note

 Ravenna è sull'itinerario che congiunge Rimini con Aquileia: da lì si deve proseguire per nave per superare i septem maria.

 

 

Autore

---

Titolo

Tabula Peutingeriana, segmento V, 1

Note

Ravenna è la città principale della regione, lungo la via costiera tra Rimini e Altino attraverso Butrium (a sei miglia) e Ad Novas (a undici miglia), e all'inizio della via per il Po, raggiunto a Ostiglia.

 

 

Autore

Zosimo

San Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 27.1

Note

Ravenna, capoluogo della provincia della Flaminia, fu fondata dai Tessali col nome di Rene perché circondata dalla acque mentre è falso che sia stata fondata da Remo.

 

 

Autore

Procopio di Cesarea

Titolo

Storia delle guerre, libro V, 1.15-23

Note

Ravenna è poco distante dal golfo Ionico, di cui costituisce un'estremità, è ben cinta dalle acque circostanti e, grazie alle maree, è raggiungibile dalle imbarcazioni mercantili durante il mattino, mentre nel resto della giornata devono rimanere molto al largo (V-VI sec. d.C.).

 

 

Autore

Procopio di Cesarea

Titolo

Storia delle guerre, libro V, 15.19-26

Note

Ravenna, dove termina il golfo Ionico, è a circa otto giornate di cammino dal mar Tirreno, e al confine tra il territorio dove abitano i Piceni a sud e la Venezia a nord, mentre alle sue spalle abitano i Liguri.

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 148

Note

Ravenna, i cui antichi possessori erano detti “lodevoli”, è costruita tra il Po, il mare e le paludi, e quindi è come un'isola tra acque traboccanti sul mar Ionio.

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 149

Note

Ravenna è raggiungibile con navigazione diretta da Corfù e dalla Grecia e coi remi da altre parti, mentre a Ovest ha paludi inaccessibili e a Nord c'è la fossa Asconis (V-VI sec. d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 150

Note

Il Po cinge Ravenna anche da Sud grazie al canale voluto da Augusto, alla fine del quale c'era un ampio porto che, dice lo storico Dione, un tempo ospitava 250 navi.

 

 

Autore

---

Titolo

Ravennatis Anonymi Cosmographia, I, 17

Note

Ravenna è posta sul golfo detto Occidentale.

 

 

Autore

----

Titolo

Ravennatis Anonymi Cosmographia, IV, 31

Note

Ravenna, città nobilissima, è la patria dell'Autore, ed è posta dopo Adria e subito prima di Cesarea e Classe.

 

 

Autore

----

Titolo

Ravennatis Anonymi Cosmographia, IV, 36

Note

Alcuni rami del Po giungono al mare lambendo Ravenna.

 

 

Autore

---

Titolo

Ravennatis Anonymi Cosmographia, V, 1 e 14

Note

Ravenna è il punto di riferimento delle città costiere dell'Adriatico.

 

 

Autore

Guido di Ravenna

Titolo

Geographica, 20

Note

Ravenna, nella quale l'Autore espone la sua opera, è la città principale tra quelle litoranee, posta tra Adria e le vicine Cesarea e Classe.

 

 

Autore

Guido di Ravenna

Titolo

Geographica, 21

Note

Cesarea e Classe sono immediatamente dopo Ravenna nell'ordine delle città costiere d'Italia.

 

 

Autore

Guido di Ravenna

Titolo

Geographica, 66

Note

Ravenna è la città principale della Flaminia e ospita le spoglie del martire Apollinare.

 

 

Autore

Guido di Ravenna

Titolo

Geographica, 69 e 117

Note

Ravenna è il punto di partenza delle città costiere d'Italia, e subito dopo vengono Cesarea e Classe, così come è il punto d'arrivo delle città costiere dell'Adriatico orientale.

 

 

Autore

Guido di Ravenna

Titolo

Geographica, 72

Note

Tra Ravenna e Reggio Calabria vi sono settantasette città costiere in milleduecento miglia.

 

 

 

 

Autore

Columella

Titolo

De re rustica, libro III, 13

Note

Nell'agro ravennate non si possono scavare buche oltre il piede e mezzo perché poi si incontrano polle d'acqua

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

 

Titolo

Naturalis Historia, libro IX, 79.169

Note

Il rombo di Ravenna è una delle maggiori prelibatezze ittiche (I sec. d.C.).

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro XIV, 34

Note

La terra del ravennate è la migliore per la piantagione della spionia o spinea, una specie di vite, perché è rinvigorita dalla nebbia ed ingrossata dalla pioggia, tipiche nella zona (I sec. d.C.).

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro XIX, 54

Note

La campagna ravennate produce asparagi dalle dimensioni prodigiose (I sec. d.C.).

 

 

Autore

Plinio il Vecchio

Titolo

Naturalis Historia, libro XIX, 150

Note

Gli horti di Ravenna sono tra i migliori per la coltura della vite (I sec. d.C.).

 

 

Autore

Marziale

Titolo

Epigrammata, libro III, 56

Note

L'Autore ironizza sul fatto che a Ravenna si fanno più soldi a vendere acqua che vino: “Preferirei avere una cisterna a Ravenna piuttosto che un vigneto, dal momento che potrei vendere l'acqua ad un prezzo molto più alto!” (fine I sec. d.C.).

 

 

Autore

Marziale

Titolo

Epigrammata, libro III, 57

Note

L'Autore ricorda come un taverniere lo abbia raggirato vendendogli vino puro al prezzo di vino mescolato con acqua (fine I sec. d.C.).

 

 

Autore

Marziale

Titolo

Epigrammata, libro III, 91

Note

L'Autore racconta l'increscioso episodio accaduto al soldato che tornava alla sua Ravenna col servo Achillas e che incontra un gruppo di seguaci di Cibele (fine I sec. d.C.).

 

 

Autore

Marziale

Titolo

Epigrammata, libro III, 93.8

Note

L'Autore ricorda il canto delle rane Ravenna come migliore della voce di Vetustilla (fine I sec. d.C.).

 

 

Autore

Marziale

Titolo

Epigrammata, libro X, 51.5

Note

Elogio di una vacanza sulla spiaggia di Terracina rinfacciato al ravennate Faustino (fine I sec. d.C.).

 

 

Autore

Marziale

Titolo

Epigrammata, libro XI, 21.10

Note

L'Autore avvicina la turpe gola dell'onocrotalus, un uccello acquatico delle parti di Ravenna, a Lydia (fine I sec. d.C.).

 

 

Autore

Marziale

Titolo

Epigrammata, XIII, 21

Note

L'Autore loda l'asparago selvatico e la mollis spina acquatica di Ravenna come prelibatezze (fine I sec. d.C.).

 

 

Autore

 Plutarco

Titolo

 Vite Parallele – Mario, , 2.1

Note

 L'Autore ha visto una statua di Mario in linea col suo carattere a Ravenna, in Gallia (Cisalpina) (inizio II sec. d.C.).

 

 

Autore

 Filostrato

Titolo

Vite dei Sofisti, 33

Note

 Ravenna è la città di nascita del sofista Aspasio, molto apprezzato da un Imperatore (probabilmente Caracalla) (inizio III d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Notitia dignitatum Occidentis, 11.52 e 42.7

Note

A Ravenna sono stanziati il praefectus militum iuniorum Italicorum con le sue truppe e il praefectus classis Ravennatium che ha giurisdizione anche sulla città, oltre che un procurator imperiale dei tessuti (inizio IV sec. d.C.).

 

 

Autore

Sidonio Apollinare

Titolo

Epistulae, libro I, 5.5-6

Note

Ravenna, città ricca di corsi d'acqua e con un grande porto, era favorita per i commerci, ma la vicinanza del mare e il ristagno dell'acqua interna provocavano penuria di acqua potabile e ovunque presenza di fango (467 d.C.)

 

 

Autore

Sidonio Apollinare

Titolo

Epistulae, libro I, 8.2-3

Note

In risposta all’entusiasmo dell’amico Candidiano, l'Autore gli rinfaccia il clima insano, i fastidi delle zanzare e delle rane, e il fatto che a Ravenna tutto sia sotto sopra (467 d.C.).

 

 

Autore

Sidonio Apollinare

Titolo

Epistulae, libro VII, 17.2

Note

L’Autore cita un suo amico, Abramo, che con disprezzo parlava delle campagne popolose e paludose di Ravenna (post 467 d.C.).

 

 

Autore

 ----

Titolo

 Anonymus Valesianus, 84

Note

 A Ravenna una serie di avvenimenti sono causati dall'azione del maligno: una povera donna gota partorisce quattro dracones, due dei quali sfrecciano in cielo poi si gettano in acqua, mentre gli altri, uniti dall'unica testa, sono cacciati dalla città; una cometa si ferma per circa 15 giorni in cielo; vari terremoti scuotono la città (ca. 520/524 d.C.).

 

 

Autore

 Cicerone

Titolo

 Pro Balbo, 22/50

Note

 L'Autore ricorda come il padre di Cn. Pompeo Strabone sia stato protagonista della concessione della cittadinanza all'eques P. Cesio, nonostante fosse di Ravenna, città solo foederata (89 a.C.).

 

 

Autore

 Appiano

Titolo

Guerre Civili, libro I, 89 e 92

Note

 Cecilio Metello, generale di Silla, attacca e occupa dal mare Ravenna impadronendosi del suo territorio e portando dalla propria parte i Galli residenti nella regione (82 a.C.).

 

 

Autore

 Cicerone

Titolo

 Ad Familiares, libro I, lettera 9.9

Note

 L'Autore dice a P. Cornelio Lentulo di come Crasso a Ravenna abbia aizzato l'ira di Cesare verso di sé (56 a.C.).

 

 

Autore

 Floro

Titolo

 Epitomae, libro I, 45.22

Note

 A Ravenna, Cesare arruola truppe (52 a.C.).

 

 

Autore

 Cicerone

Titolo

 Ad Atticum, libro VII, lettera 1.4

Note

 L'Autore ricorda come a Ravenna Cesare gli abbia chiesto di intervenire per lui presso il tribuno della plebe Celio per candidarsi al consolato anche se assente da Roma (52 a.C.).

 

 

Autore

 Cicerone

Titolo

 Ad Familiares, libro VIII, lettera 1.5

Note

 Marco Celio Rufo informa Cicerone che L. Munazio Planco è a Ravenna, dove si trova in difficoltà economiche (51 a.C.).

 

 

Autore

 Cesare

Titolo

 De bello civili, libro I, 5.5

Note

 Cesare si trova a Ravenna in attesa delle decisioni del senato e lì viene raggiunto dai tribuni della plebe (50 a.C.).

 

 

Autore

 Appiano

Titolo

Guerre Civili, libro II, 32

Note

 Cesare dalla Britannia si porta con 5000 fanti e 300 cavalieri a Ravenna, che fa parte della sua giurisdizione (50 a.C.).

 

 

Autore

 Svetonio

Titolo

 De vita Caesaris, 30-31

Note

 Cesare si porta a Ravenna in attesa di conoscere le decisioni del senato ed intanto si fa vedere indaffarato in normali attività pubbliche come l'approvazione per la costruzione di una scuola gladiatoria e la partecipazione ad un banchetto, anche se in realtà sta preparando il passaggio del Rubicone (50-49 a.C.).

 

 

Autore

 Orosio

Titolo

 Historiarum adversus paganos, libro VI, 15.2

Note

Cesare, tornato dalla Gallia, si ferma a Ravenna in attesa delle decisioni del senato, e riceve i tribuni della plebe M. Antonio e P. Licinio Crasso (50 a.C.).

 

 

Autore

 Plutarco

Titolo

Vite Parallele - Cesare, 32.4

Note

 Alla vigilia del passaggio del Rubicone, Cesare svolge delle normali attività (mentre si trova a Ravenna, che non è citata esplicitamente) (49 a.C.).

 

 

Autore

 Appiano

Titolo

Guerre Civili, l ibro III, 42

Note

 Ottaviano si porta a Ravenna dove cerca sostegni economici e arruola uomini che poi concentra ad Arezzo (44 a.C.).

 

 

Autore

 Appiano

Titolo

Guerre Civili, libro III, 97

Note

 Il cesaricida Decimo Giunio Bruto pensa a Ravenna come via di fuga verso la Macedonia, ma è costretto a deviare per la presenza sul percorso di Ottaviano (43 a.C.).

 

 

Autore

 Appiano

Titolo

Guerre Civili, libro V, 33

Note

 Dopo essere stato respinto da Perugia, Asinio Pollione, generale di Antonio, ripiega a Ravenna (41 a.C.).

 

 

Autore

 Appiano

Titolo

Guerre Civili, libro V, 50

Note

 Alcuni generali di Antonio, tra cui forse Asinio Pollione, si portano a Ravenna per raggiungere il mare (40 a.C.).

 

 

Autore

 Appiano

Titolo

Guerre Civili, libro V, 78 e 80

Note

 Ottaviano fa muovere le navi dislocate a Ravenna al comando di Cornificio per la guerra contro Sesto Pompeo e ne fa realizzare di nuove sempre a Ravenna (39 a.C.).

 

 

Autore

 Svetonio

Titolo

 De vita Augusti, 49

Note

 Augusto stabilisce una delle due flotte imperiali per il controllo dell'Adriatico e del Mediterraneo orientale a Ravenna (fine I sec. a.C.).

 

 

Autore

 Svetonio

Titolo

 De vita Augusti, 20

Note

 Augusto si trova in vari luoghi, tra cui Ravenna, mentre i suoi generali conducono le campagne in Germania e Pannonia (15 a.C. – 12 d.C. ca).

 

 

Autore

 Svetonio

Titolo

 De vita Tiberi, 20

Note

 Tiberio concede al capo pannonico Batone di risiedere a Ravenna con splendidi doni per ringraziarlo del favore ottenuto in guerra (6 d.C.).

 

 

Autore

 Tacito

Tacito

Titolo

 Annales, libro I, 58.6

Note

 La moglie di Arminio, prigioniera a Ravenna, dà alla luce un maschio (15 d.C.).

 

 

Autore

 Tacito

Titolo

 Annales, libro IV, 5.1

Note

 A Ravenna è posta una delle due flotte che sorvegliano l'Italia dal mare (23 d.C.).

 

 

Autore

 Tacito

Titolo

 Annales, libro II, 63.4

Note

 Il re dei Marcomanni Maroboduo giunge come ospite a Ravenna e, al contrario degli iniziali progetti, vi si trattiene 18 anni (19-37 d.C.).

 

 

Autore

 Tacito

Titolo

 Annales, libro IV, 29.2

Note

 Vibio Sereno, dopo essere stato nelle sue pesanti accuse contro amici di Tiberio, si rifugia a Ravenna (24 d.C.).

 

 

Autore

 Cassio Dione

Titolo

 Storia Romana, libro LXII, 17.1-2

Note

 L'imperatore Nerone fa edificare dei gymnasia sui terreni della zia Domizia, dopo averla fatta avvelenare (59 d.C.).

 

 

Autore

 Tacito

Titolo

 Historiae, libro II, 100.2-3

Note

 Fabio Valente, generale di Vitellio, si dirige su Ravenna, dove Lucilio Basso, prefetto della flotta, stava preparando a passare dalla parte di Vespasiano (69 d.C.).

 

 

Autore

 Tacito

Titolo

 Historiae, libro III, 6.2

Note

 I generali di Vespasiano, stanziati nella Venezia, ancora non sanno della recente defezione della flotta di Ravenna da Vitellio (69 d.C.).

 

 

Autore

 Tacito

Titolo

 Historiae, libro III, 12.1-3

Note

 Lucilio Basso convince la flotta di Ravenna a defezionare da Vitellio a Vespasiano (69 d.C.).

 

 

Autore

 Tacito

Titolo

 Historiae, libro III, 36.2 e 40.1

Note

  Vitellio e Fabio Valente vengono a sapere del tradimento di Lucilio Basso e ne rimangono sbigottiti (69 d.C.).

 

 

Autore

 Tacito

Titolo

 Historiae, libro III, 50.3

Note

 Molti marinai di Ravenna chiedono di entrare nelle legioni e sono esauditi (69 d.C.).

 

 

Autore

 Vegezio

Titolo

 Epitome rei militaris, libro IV, 31-32

Note

 A Ravenna era stanziata una delle due flotte, era particolarmente rapida a raggiungere le zone orientali, ed era guidata da un prefetto di flotta (I-III sec. d.C.).

 

 

Autore

 Cassio Dione

Titolo

Storia Romana, libro LXXII, 11.5

Note

 L'imperatore Marco Aurelio insedia dei gruppi di barbari nei dintorni di Ravenna, ma presto questi tentano di impadronirsi della città e sono massacrati (169-170 d.C.).

 

 

Autore

 Cassio Dione

Titolo

 Storia Romana, libro LXXIV, 17.1

Note

 Settimio Severo prende Ravenna senza colpo ferire (193 d.C.).

 

 

Autore

 Scriptores Historiae Augustae

Titolo

 Didius Iulianus, 6.3

Note

 Mentre Giuliano ha difficoltà a mantenere l'ordine a Roma, Settimio Severo si impadronisce di Ravenna e della sua flotta (193 d.C.).

 

 

Autore

 Erodiano

Titolo

Storie dell’impero dopo Marco, libro VIII, 6.5

Note

 L'imperatore Pupieno Massimo pone base a Ravenna per attendere l'arrivo di Massimino il Trace, ma viene raggiunto dalle truppe recanti la testa di quest'ultimo (238 d.C.).

 

 

Autore

 Erodiano

Titolo

Storie dell’impero dopo Marco, libro VIII, 7.1

Note

 L'imperatore Pupieno Massimo parte da Ravenna diretto ad Aquileia (238 d.C.).

 

 

Autore

 Scriptores Historiae Augustae

Titolo

 Maximini duo, 24.5, 25.2 e 33.4

Note

 L'imperatore Massimo Pupieno si trova a Ravenna a radunare forze per affrontare Massimino il Trace quando, grazie ad un veloce messaggero, viene raggiunto dalla notizia della morte di quest'ultimo (238 d.C.).

 

 

Autore

 Scriptores Historiae Augustae

Titolo

 Maximus et Balbinus, 11.1-2

Note

 L'imperatore Massimo Pupieno è a Ravenna per prepararsi ad affrontare Massimino il Trace, avversario che lo preoccupa molto, ma che però viene sconfitto e ucciso dalle sue stesse truppe (238 d.C.).

 

 

Autore

 Scriptores Historiae Augustae

Titolo

 Maximus et Balbinus, 12.1-2 e 5

Note

 Scongiurato il pericolo di una guerra contro Massimino il Trace, l'imperatore Balbino aspetta che il collega Massimo Pupieno torni da Ravenna, dove era rimasto tranquillo mentre lui affrontava la difficile situazione di Roma (238 d.C.).

 

 

Autore

 Eutropio

Titolo

 Breviarium ab Urbe condita, libro IX, 7

Note

 Dopo che Licinio Valeriano fu nominato imperatore e augusto, e suo figlio Gallieno cesare, i Germani arrivarono fino a Ravenna (264/265 d.C.).

 

 

Autore

Girolamo

Titolo

Chronicon, Ol. 261, p. Cr. 264/5, Abr. 2276

Note

Mentre Gallieno si cura dei suoi piaceri Ravenna viene assalita dai Germani (264/265 d.C.).

 

 

Autore

 Orosio

Titolo

 Historiarum adversus paganos, libro VI, 22.7

Note

 I germani invadono l'Italia e giungono a Ravenna (264/265 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Romanorum, 287

Note

Mentre l'imperatore Gallieno viveva nell'ignavia, i barbari saccheggiavano l'impero, ed in particolare Germani e Alani saccheggiavano le Gallie e giungevano poi a Ravenna (264/265 d.C.).

 

 

Autore

 Lattanzio

Titolo

 De mortibus persecutorum, libro XXXVI, 9

Note

 L'augusto usurpatore Massimiano assedia a Ravenna il legittimo cesare Flavio Severo, costringendolo ad arrendersi e poi lo uccide (307 d.C.).

 

 

Autore

 Aurelio Vittore

Titolo

 De Caesaribus, libro XL, 7

Note

 L'imperatore Galerio invia il cesare Flavio Severo contro l'insorto Massimiano e suo figlio Massenzio, ma le sue truppe defezionano e lui è costretto a subire l'assedio a Ravenna (307 d.C.).

 

 

Autore

 Eutropio

Titolo

 Breviarium ab Urbe condita, libro X, 2

Note

Il cesare Flavio Severo, inviato dall'imperatore Galerio a reprimere la rivolta di Massimiano, viene abbandonato dai suoi soldati e ucciso a Ravenna (307 d.C).

 

 

Autore

 Orosio

Titolo

 Historiarum adversus paganos, libro VI, 28.8

Note

 L'imperatore Galerio invia contro Massenzio il cesare Severo che però è sconfitto e ucciso a Ravenna (307 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro II, 10.1-2

Note

L'inviato dell'imperatore Galerio contro Massenzio, Flavio Severo, sconfitto a Milano si rifugia a Ravenna dove verrà convinto con l'inganno da Massimiano a uscire per recarsi a Roma (307 d.C.).

 

 

Autore

----

Titolo

Anonymus Valesianus, 9

Note

Severo fu nominato Cesare di Italia, Africa e Pannonia ma, appena si fu sollevato Massenzio, Severo fu abbandonato dai suoi e fuggì a Ravenna (307 d.C.)

 

 

Autore

---

Titolo

Anonymus Valesianus, 10

Note

Il vecchio imperatore Erculio, chiamato dal figlio Massenzio, inganna Severo inducendolo ad uscire da Ravenna, per farlo poi prigioniero (307 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro II, 10.5

Note

L'imperatore Massimiano fa tappa a Ravenna per preparare il suo viaggio da Costantino, al di là delle Alpi (ca. 310 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 147

Note

Alarico, appena diventato re dei Goti, scende in Italia e giunge al ponte Candidiano, a tre miglia da Ravenna (400 d.C.).

 

 

Autore

Procopio di Cesarea

Titolo

Storia delle Guerre, libro III, 2.9

Note

Alla notizia dell'avvicinamento dei barbari, l'imperatore Onorio ripara nella città fortificata di Ravenna (402 d.C.).

 

 

Autore

Claudiano

Titolo

De sexto consulatu Honorii Augusti Panegyricus, 494-498

Note

Parlando dell'uscita di Onorio da Ravenna, l'Autore descrive in modo poetico il movimento delle navi nel porto secondo la marea (404 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 27.2-3

Note

Il generale Stilicone è a Ravenna a preparare una spedizione per togliere l'Illirico all'imperatore Arcadio, quando viene raggiunto da due notizie: una, falsa, annunciava la morte dell'alleato re Alarico dei Visigoti, l'altra, vera l'insurrezione di Costantino in Britannia (407 d.C.).

 

 

Autore

Filostorgio

Titolo

Storia Ecclesiastica, libro XII, 1

Note

Il dignitario Olimpio, molto devoto a Onorio, partecipa all'eliminazione di Stilicone avvenuta a Ravenna (408 d.C.).

 

 

Autore

Sozomeno

Titolo

Storia Ecclesiastica, libro IX, 4

Note

A Ravenna vengono eliminati Stilicone e suo figlio Eucherio, sospettati di volersi impossessare dell'Impero (408 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 29.5

Note

Il generale Stilicone riceve una ambasceria visigota a Ravenna e quindi parte per Roma (408 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 30.1

Note

L'imperatore Onorio decide di recarsi personalmente a Ravenna per visitare l'esercito (408 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 30.3

Note

Il comandante barbaro Saro, istigato da Stilicone, istiga tumulti tra le truppe di Ravenna per dissuadere l'imperatore Onorio a recarsi a Ravenna (408 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 33.2

Note

Il generale Stilicone, dopo l'incontro avuto con l'imperatore Onorio a Bologna, torna a Ravenna, sua base, senza punire le truppe colpevoli di tumulti contro l'imperatore (408 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 34.2-7

Note

Il generale Stilicone, avvertito di essere stato condannato per ordine dell'imperatore Onorio, si rifugia in una chiesa, ma poi, con garanzie poi ritirate per un nuovo ordine imperiale, si arrende e viene giustiziato nella stessa Ravenna (408 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Fasti Vindobonenses, sub 408

Note

A Ravenna viene ucciso il generale Stilicone (408 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, lib ro V, 37.3

Note

Re Alarico percorre l'Emilia e passa anche da Ravenna prima di fermarsi a Rimini (408 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 39.1

Note

Roma, raggiunta dai visigota di Alarico, si aspetta rinforzi da Ravenna, dove si è rifugiato Onorio, che però non vengono inviati (408 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 152-153

Note

 Re Alarico coi Visigoti giunge nei pressi di Ravenna e propone un patto all'imperatore Onorio che all'inizio rifiuta e poi accetta (408 d.C.).

 

 

Autore

Procopio di Cesarea

Titolo

Storia delle Guerre, libro III, 2.29

Note

Il generale barbaro Alarico e l'usurpatore Attalo muovono contro Ravenna (409 d.C.).

 

 

Autore

Sozomeno

Titolo

Storia Ecclesiastica, libro IX, 7

Note

Alarico scambia lettere con l'Imperatore a Ravenna, mentre lui stesso si reca a Rimini (409-410 d.C.).

 

 

Autore

Sozomeno

Titolo

Storia Ecclesiastica, libro IX, 8

Note

Mentre l'usurpatore Attalo è a Rimini e minaccia Onorio, a Ravenna sbarcano forti rinforzi inviati da Costantinopoli (409 d.C.).

 

 

Autore

Sozomeno

Titolo

Storia Ecclesiastica, libro IX, 9

Note

Alarico si porta presso Ravenna e chiede trattative all'Imperatore, ma il generale Saro, rifiutando l'idea, affronta Alarico e lo costringe alla ritirata (409 d.C.).

 

 

Autore

Filostorgio

Titolo

Storia Ecclesiastica,  libro XII, 3

Note

Alarico, attraverso Attalo, fa pressione su Onorio a Ravenna, ma è sconfitto e messo in fuga due volte dal generale Saro, successore di Stilicone (409 d.C.).

 

 

Autore

Olimpiodoro

Titolo

)Eklogai£ e)k tw=n )Olumpiodw=rou i(storikw=n lo/gwn (in Fozio) P. 5D

Note

L'usurpatore Attalo si porta a Ravenna per costringere l'imperatore Onorio a lasciare volontariamente il potere e intavola trattative con l'inviato dell'imperatore Gioviano, le quali però finiscono in nulla (409 d.C.).

 

 

Autore

Olimpiodoro

Titolo

)Eklogai£ e)k tw=n )Olumpiodw=rou i(storikw=n lo/gwn (in Fozio) P. 5E

Note

Il potere effettivo in Ravenna è del preposito Eusebio, il quale però viene eliminato a colpi di bastone dal potente Allovico sotto gli occhi dello stesso Imperatore (409 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 42.3

Note

L'imperatore Onorio assume il consolato per l'ottava volta a Ravenna (409 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 44.1

Note

Il senato invia a Ravenna una ambasceria per sollecitare la pace tra l'imperatore Onorio e re Alarico (409 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 45.3-4

Note

Eliocrate, sovrintendente al tesoro imperiale, viene destituito e si rifugia in una chiesa per sfuggire una eventuale condanna (409 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 45.6

Note

Il magister officiorum Olimpio parte da Ravenna al comando di trecento Unni stanziati a Ravenna e sconfigge i visigota a Pisa (409 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 46.1

Note

Il magister officiorum Olimpio cade in disgrazia presso l'imperatore Onorio a Ravenna e fugge in Dalmazia (409 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 47.1-3 e 48.1-2

Note

Scoppia una rivolta dei soldati che occupano il porto e chiedono di parlare con l'imperatore Onorio: si presenta invece il prefetto del pretorio Giovio che asseconda le istanze dei soldati che chiedono la destituzione di alcuni dignitari; sostituitili, Giovio, acquisito sapere, avvia trattative di pace con re Alarico (409 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro V, 49.2

Note

Il prefetto del pretorio Giovio giura congiuntamente all'imperatore Onorio che non avrebbe mai stipulato pace con re Alarico e i visigoti (409 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro VI, 7,6 e 8.1-3

Note

L'imperatore Onorio, rinchiuso a Ravenna assediata da Alarico, rimane atterrito dalle minacce dell'usurpatore Attalo, ma si riprende quando giungono dall'Oriente 4000 soldati subito impiegati nella difesa delle mura (409 d.C.)

 

 

Autore

Orosio

Titolo

Historiae adversus paganos, libro VII, 39.2

Note

Papa Innocenzo sfugge al sacco di Roma perché in quel frangente si trova casualmente a Ravenna (410 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro VI, 9.3

Note

Re Alarico si ritira da Ravenna grazie al prefetto del pretorio Giovio che lo convince ad abbandonare l'alleanza con l'usurpatore Attalo (410 d.C.).

 

 

Autore

Zosimo

Titolo

Storia Nuova, libro VI, 13.1-2

Note

Re Alarico muove verso Ravenna per costringere l'imperatore Onorio alla pace, ma il generale barbaro Saro interviene a sostegno dell'imperatore (410 d.C.).

 

 

Autore

Olimpiodoro

Titolo

)Eklogai£ e)k tw=n )Olumpiodw=rou i(storikw=n lo/gwn (in Fozio) P. 8B

Note

Appena creato console, il generale Costanzo entra a Ravenna (414 d.C.).

 

 

Autore

Olimpiodoro

Titolo

)Eklogai£ e)k tw=n )Olumpiodw=rou i(storikw=n lo/gwn (in Fozio) P. 6B

Note

L'imperatore Onorio riceve Attalo ormai impotente, lo punisce poi lo manda in esilio, quindi fa giustiziare il prepotente Allovico provocando la ritirata dell'usurpatore Costantino che stava giungendo a Ravenna per trattare la resa (ca. 419 d.C.).

 

 

Autore

Olimpiodoro

Titolo

)Eklogai£ e)k tw=n )Olumpiodw=rou i(storikw=n lo/gwn (in Fozio) P. 6D-7

Note

A 30 miglia da Ravenna, il deposto usurpatore Costantino e il figlio vengono fatti uccidere per ordine dell'imperatore Onorio (ca. 419 d.C.).

 

 

Autore

Agostino

Titolo

Epistulae, 201.2

Note

Da Ravenna gli imperatori Onorio e Teodosio II inviano ai vescovi africani Aurelio e Agostino una lettera contro i pelagiani (419 d.C.).

 

 

Autore

Idazio

Titolo

Chronica, 75

Note

L'imperatore Onorio associa al trono Costanzo (419 d.C.).

 

 

Autore

conte Marcellino

Titolo

Chronicon, sub 419

Note

A Ravenna nasce Valentiniano iunior, figlio del generale Costanzo e della principessa (Galla) Placidia (419 d.C.).

 

 

Autore

Agostino

Titolo

De matrimonio et concupiscentia, libro II, 1

Note

L'Autore ricorda la presenza a Ravenna del suo amico Alipio (420 d.C.).

 

 

Autore

Idazio

Titolo

Chronica, 76

Note

L’imperatore Costanzo muore a Ravenna mentre è console per la terza vola (420 d.C.).

 

 

Autore

Agostino

Titolo

Sermo 322

Note

L'Autore ricorda la recente costruzione di un edifico dedicato a S. Lorenzo, a Cesarea di Ravenna (ca. 420 d.C.).

 

 

Autore

Olimpiodoro

Titolo

)Eklogai£ e)k tw=n )Olumpiodw=rou i(storikw=n lo/gwn (in Fozio) P. 13B

Note

Fortuna e disgrazia del mago asiatico Libanio a Ravenna (ca. 420 d.C.).

 

 

Autore

Olimpiodoro

Titolo

)Eklogai£ e)k tw=n )Olumpiodw=rou i(storikw=n lo/gwn (in Fozio) P. 14A

Note

La morte improvvisa di Costanzo approfondisce l'intimità Gallia Placidia e l'imperatore Onorio, fratelli (421 d.C.).

 

 

Autore

Olimpiodoro

Titolo

Eklogai£ e)k tw=n )Olumpiodw=rou i(storikw=n lo/gwn (in Fozio) P. 14B

Note

Per opera di Spadusa e Elpidia, nutrice di Galla Placidia, sorge inimicizia tra questa e il fratello, l'imperatore Onorio, il quale alla fine manda la sorella e i nipoti a Costantinopoli, ma poco dopo muore e il potere viene usurpato da Giovanni (423 d.C.).

 

 

Autore

Idazio

Titolo

Chronica, 80

Note

Dopo trent’anni di regno, l’imperatore Onorio muore a Ravenna (423 d.C.).

 

 

Autore

Socrate

Titolo

Storia Ecclesiastica, libro VII, 23

Note

Grazie al favore divino, il generale Aspar riesce a penetrare a Ravenna e a porre sul trono Valentiniano III (425 d.C.).

 

 

Autore

Olimpiodoro

Titolo

)Eklogai£ e)k tw=n )Olumpiodw=rou i(storikw=n lo/gwn (in Fozio) P. 15C-16

Note

Nonostante il tradimento di Ardabur, il figlio di questi Aspar assieme a Candidiano riescono ad avere ragione dell'usurpatore Giovanni, che viene ucciso, e ad insediare sul trono di Ravenna il piccolo Valentiniano sotto la reggenza della madre Galla Placidia (425 d.C.).

 

 

Autore

Idazio

Titolo

Chronica, 84

Note

L'usurpatore Giovanni viene ucciso a Ravenna dalle truppe di Teodosio, comandate da Felice, nuovo comandante delle milizie, e che accompagnavano il suo nipote e nuovo imperatore Valentiniano III assieme alla madre Galla Placidia (425 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Romanorum, 328

Note

Dopo l'esecuzione dell'usurpatore Giovanni, Valentiniano viene nominato imperatore dal cugino Teodosio II e inviato a Ravenna (425 d.C.).

 

 

Autore

conte Marcellino

Titolo

Chronicon, sub 425

Note

A Ravenna Valentiniano iunior è proclamato imperatore (d'Occidente; 425 d.C.).

 

 

Autore

Pier Crisologo

Titolo

Sermo 128

Note

L'Autore, vescovo di Ravenna, richiama S. Apollinare come fondamento della Chiesa locale e come legame con gli Apostoli: è la prima testimonianza letteraria sulla presenza e il culto di S. Apollinare a Ravenna (ca. 425/450 d.C.).

 

 

Autore

Idazio

Titolo

Chronica, 94

Note

Il patrizio Felice viene ucciso a Ravenna da soldati in rivolta (430 d.C.).

 

 

Autore

conte Marcellino

Titolo

Chronicon, sub 430

Note

A Ravenna viene ucciso Felice (patrizio e tutore militare di Valentiniano III; 430 d.C.).

 

 

Autore

Sidonio Apollinare

Titolo

Carmina, IX, 296-299

Note

L’Autore ricorda come il suo amico e poeta Merobaude dalla patria Spagna si sia trasferito a Ravenna (ca. 435 d.C.).

 

 

Autore

conte Marcellino

Titolo

Chronicon, sub 438

Note

L'imperatore Valentiniano III torna a Ravenna da Costantinopoli con la neosposa Eudossia (438 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Chronica Gallica, sub 438

Note

Eudossia diventa Augusta imperatrice a Ravenna (439 d.C.).

 

 

Autore

Merobaude

Titolo

Carmina, I.1-24 e II.1-6

Note

Nel celebrare la nascita di Placidia II, figlia dell'imperatore Valentiniano III e di Eudossia, l'Autore descrive lo splendore delle decorazioni del palazzo imperiale di Ravenna (440 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Romanorum, 328

Note

Onoria, sorella dell'imperatore Valentiniano, si offre ad Attila invitandolo a Ravenna, ma, non riuscendo in questo contatto, si concede al procuratore Eugenio; scoperta, viene mandata a Costantinopoli (447/452 d.C.).

 

 

Autore

Costanzo

Titolo

Vita Germani episcopi Autissiodorensis, 35

Note

Nonostante il suo tentativo di passare inosservato, il vescovo Germano di Auxerre, al momento di arrivare a Ravenna viene accolto d una grande folla capeggiata dal vescovo Pietro e dagli imperatori Valentiniano III e Galla Placidia, la quale gli offre dei doni (448 d.C.).

 

 

Autore

Costanzo

Titolo

Vita Germani episcopi Autissiodorensis, 36

Note

Il vescovo Germano di Auxerre libera i prigionieri di un carcere che chiedevano misericordia in modo miracoloso (448 d.C.).

 

 

Autore

Costanzo

Titolo

Vita Germani episcopi Autissiodorensis, 37

Note

La fama di santità del vescovo Germano di Auxerre a Ravenna aumenta ogni giorno di più (448 d.C.).

 

 

Autore

Costanzo

Titolo

Vita Germani episcopi Autissiodorensis, 38

Note

Il vescovo Germano di Auxerre resuscita il figlio di un certo Volusiano (448 d.C.).

 

 

Autore

Costanzo

Titolo

Vita Germani episcopi Autissiodorensis, 39

Note

Il vescovo Germano di Auxerre libera dal demonio il figlio del ciambellano Acolio (448 d.C.).

 

 

Autore

Costanzo

Titolo

Vita Germani episcopi Autissiodorensis, 41-43

Note

Il vescovo Germano di Auxerre annuncia la sua morte e le sue ultime volontà. Al funerale partecipa tutta Ravenna (448 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Fasti Vindobonenses, sub 455

Note

Ravenna è sconvolta da un incendio (455 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Romanorum, 335

Note

Leone, appena diventato imperatore, nomina imperatore a Ravenna Maggioriano al posto di Valentiniano (già morto da due anni: 457 d.C.).

 

 

Autore

conte Marcellino

Titolo

Chronicon, sub 457

Note

A Ravenna per volontà dell'imperatore orientale Leone è designato imperatore Maggioriano (457 d.C.).

 

 

Autore

Cassiodoro

Cassiodoro

Titolo

Chronicon, sub 461

Note

A Ravenna l'imperatore d'Occidente Maggioriano è ucciso dal generale barbaro Ricimero e al suo posto da Costantinopoli l'imperatore Leone nomina il lucano Severo (461 d.C.).

 

 

Autore

Mario

Titolo

Marii episcopi Aventicensis chronica, sub 461

Note

Ad opera del generale barbaro Ricimero, mentre Maggioriano veniva deposto a Tortona, a Ravenna veniva nominato imperatore Severo (461 d.C.).

 

 

Autore

conte Marcellino

Titolo

Chronicon, sub 467

Note

Ravenna è scossa da un terremoto che terrorizza la popolazione (467 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Romanorum, 338

Note

Dopo l'assassinio dell'imperatore Antemio (avvenuto nel 472), al suo posto l'imperatore d'Oriente Leone nomina a Ravenna, attraverso il fiduciario Domiziano, il suo parente Nepote (ma in realtà Olibrio; 472 d.C.).

 

 

Autore

Cassiodoro

Titolo

Chronicon, sub 473

Note

A Ravenna il generale barbaro Gundibado porta al potere imperiale Glicerio (473 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 239

Note

Dopo soli otto mesi di regno dell'imperatore Oliario, a Ravenna prende il potere Glicerio (473 d.C.).

 

 

Autore

conte Marcellino

Titolo

Chronicon, sub 473

Note

A Ravenna prende la porpora Glicerio, plus praesumptione quam electione (473 d.C.).

 

 

Autore

Sidonio Apollinare

Titolo

Epistulae, libro V, 16.1

Note

L’Autore comunica all’amica Papianilla l’arrivo di Liciniano, questore proveniente dalla corte imperiale di Ravenna (474 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Anonymus Valesianus, 36

Note

Il patrizio Nepote al porto di Roma cattura l'imperatore Glicerio e si proclama imperatore a sua volta, e immediatamente si reca a Ravenna (475 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 241

Note

Il generale Oreste giunge a Ravenna per ordine dell'imperatore Nepote, ma lì nomina imperatore il figlio Augustolo costringendo Nepote a riparare a Salona (475 d.C.).

 

 

Autore

----

Titolo

Anonymus Valesianus, 37

Note

Il generale Oreste spodesta Nepote a Ravenna e proclama imperatore il proprio figlio Romolo, poi detto Augustolo, che regna dieci anni (in realtà poco più di uno: 475-476 d.C.).

 

 

Autore

Cassiodoro

Titolo

Chronicon, sub 476

Note

A Ravenna il generale barbaro Odoacre uccide il generale Oreste e suo fratello Paolo e assume il titolo di re senza la porpora né le insegne imperiali (476 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 242

Note

Il re dei Turcilingi Odoacre scende in Italia assieme a Sciri e Eruli, e a Ravenna uccide il generale Oreste e esilia Augustolo, diventando re d'Italia (476 d.C.).

 

 

Autore

----

Titolo

Anonymus Valesianus, 38

Note

Lo sciro Odoacre scende in Italia e, sconfitti Oreste a Piacenza e suo fratello Paolo nella pineta fuori Classe, depone Augustolo e prende il potere (476 d.C.).

 

 

Autore

----

Titolo

Fasti Vindobonenses, sub 476

Note

Re Odoacre fa uccidere il generale Oreste a Piacenza e suo fratello Paolo a Ravenna (476 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 243

Note

Re Odoacre a Ravenna uccide il comes Bracila rafforzando il proprio potere (477 d.C.).

 

 

Autore

conte Marcellino

Titolo

Chronicon, sub 477

Note

A Ravenna re Odoacre uccide il conte Bracila (477 d.C.).

 

 

Autore

----

Titolo

Fasti Vindobonenses, sub 477

Note

Re Odoacre giunge a Ravenna, dove fa uccidere Brachila, che gli si opponeva (477 d.C.).

 

 

Autore

----

Titolo

Anonymus Valesianus, 50

Note

Sconfitto a Verona, re Odoacre fugge a Ravenna (489 d.C.).

 

 

Autore

conte Marcellino

Titolo

Chronicon, sub 489

Note

Re Teodorico conquista l'Italia, costringe re Odoacre a rinchiudersi in Ravenna, poi lo induce ad arrendersi e lo uccide con falsi giuramenti (489-493 d.C.).

 

 

Autore

Cassiodoro

Titolo

Chronicon, sub 490

Note

Re Odoacre, sconfitto sull'Adda da re Teodorico, si rinchiude a Ravenna (490 d.C.).

 

 

Autore

Procopio di Cesarea

Titolo

Storia delle guerre, libro V, 1.14

Note

Re Odoacre e i suoi uomini si chiudono a Ravenna, la quale risulta inespugnabile per i Goti di Teodorico (490 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Fasti Vindobonenses, sub 490

Note

Il re Odoacre, vinto da re Teodorico, si rifugia in Ravenna (490 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Romanorum, 349

Note

Teodorico, re e console, scende in Italia, vince ed elimina Odoacre a Ravenna e per trent'anni governa con saggezza (490-493 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 293-294

Note

Dopo aver sconfitto re Odoacre a Verona, re Teodorico si accampa alla pineta a tre miglia e, nonostante le sortite notturne di Odoacre, lo costringe a tre anni di assedio e, alla fine, alla resa (490-493 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Anonymus Valesianus, 53

Note

Sconfitto sull'Adda, re Odoacre fugge a Ravenna, dove viene assediato per tre anni da re Teodorico, che si era stabilito nella pineta (490-493 d.C.).

 

 

Autore

Cassiodoro

Titolo

Chronicon, sub 491

Note

Mentre è assediato in Ravenna, re Odoacre tenta una sortita contro Teodorico, ma viene duramente sconfitto al ponte Candidiano (491 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Fasti Vindobonenses, sub 491

Note

Di nuovo sconfitto da re Teodorico, re Odoacre si rifugia nuovamente in Ravenna, dove viene raggiunto dall'avversario che pone l'assedio alla città (491 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Fasti Vindobonenses, sub 491

Note

Re Odoacre prova una sortita per rompere l'assedio di re Teodorico, ma viene sconfitto in battaglia nella Pineta (491 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Paschale campanum, sub 493

Note

Teodorico entra in Ravenna (493 d.C.).

 

 

Autore

Cassiodoro

Titolo

Chronicon, sub 493

Note

Re Teodorico riesce ad entrare a Ravenna e ad eliminare Odoacre (493 d.C.).

 

 

Autore

Procopio di Cesarea

Titolo

Storia delle Guerre, libro V, 1.24

Note

I Goti di Teodorico stringono un patto con Odoacre sotto la mediazione del vescovo di Ravenna per la spartizione del potere e della città (493 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 295

Note

Ottenuta la vittoria, Teodorico diventa re dei Goti e dei Romani (493 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Anonymus Valesianus, 54-57

Note

Re Odoacre tenta una sortita notturna, ma si ritira con gravi perdite e deve consegnare a Teodorico il figlio e Ravenna in cambio della vita, ma, poiché egli tentava di attentare alla vita di Teodorico, questi lo uccide, fa uccidere tutti i suoi soldati e i Goti lo proclamano nuovo re in Italia (493 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Fasti Vindobonenses, sub 493

Note

Re Teodorico, dopo aver stipulato la pace con Odoacre, entra in Classe e poi a Ravenna (493 d.C.).

 

 

Autore

---

Titolo

Anonymus Valesianus, 71

Note

Re Teodorico fa restaurare l'acquedotto che riforniva Ravenna costruito al tempo di Traiano, e fa costruire il proprio Palazzo, che però non poté inaugurare (493/526 d.C.).

 

 

Autore

Ennodio

Titolo

Vita Epifanii, 123

Note

Il vescovo di Pavia Epifanio parte per Ravenna assieme al vescovo di Milano Lorenzo per chiedere a re Teodorico di intervenire contro i barbari (495-496 d.C.).

 

 

Autore

Ennodio

Titolo

Vita Epifanii, 183 e 191

Note

Il vescovo di Pavia Epifanio aveva evitato il più possibile Ravenna per non essere sommerso di lodi per le sue opere in Gallia, e quando termina la sua ambasceria presso Teodorico si affretta a ripartire in una giornata nevosa (495-496 d.C.).

 

 

Autore

Giordane

Titolo

De Origine Actibusque Getarum, 151

Note

Al posto dell'antico porto ora c'è un giardino che fa parte di una delle tre parti in cui ora è divisa Ravenna: la città, Cesarea e Classe (VI sec. d.C.).

 

 

Autore

Cassiodoro

Titolo

Chronicon, sub 502

Note

Re Teodorico riporta l'acqua a Ravenna facendo restaurare l'antico acquedotto (502 d.C.).

 

 

Autore

Ennodio

Titolo

Epistulae, libro II, 17

Note

L'Autore accenna come a Ravenna tutto, compreso il suo amico Costanzo, sia coinvolto nella vigilanza armata (503 d.C.).

 

 

Autore

Ennodio

Titolo

Epistulae, libro II, 27

Note

L'Autore nota le difficoltà fisiche dell'amico Onorato, impegnato nella guardia armata di Ravenna (503 d.C.).