MONUMENTI
 

Nome

Mausoleo di Galla Placidia

Localizzazione

Via Fiandrini

Descrizione

Il Mausoleo di Galla Placidia costituisce uno dei più importanti monumenti paleocristiani conservatosi sino al presente nella sua integrità strutturale e nella completezza del suo apparato decorativo.

 

Divenuta reggente per conto del figlio Valentiniano alla morte del fratello, l’imperatore Onorio, l’Augusta  prende dimora a Ravenna e fa costruire nel secondo quarto del V sec. d.C. un piccolo mausoleo, forse destinato a suo luogo di sepoltura, ma mai utilizzato a questo scopo. L'edificio, che in origine sorge in collegamento con la chiesa di Santa Croce e probabilmente costitusce un oratorio  intitolato a S. Lorenzo, è impostato su una pianta a croce latina sulla quale  svetta la cupola, inclusa in una piccola torre quadrangolare.

 

L'interno è animato da un ricco apparato decorativo, composto dai rivestimenti in marmo delle pareti e dai mosaici soprastanti. Al centro della cupola è rappresentata una croce latina dorata contornata da stelle concentriche su fondo blu ad imitazione di un cielo notturno, mentre negli angoli dei  pennacchi  compaiono i simboli dei quattro Evangelisti.

 

Nei lunettoni della cupola sono raffigurati a coppie otto Apostoli, intervallati da motivi decorativi simbolici come le colombe che si abbeverano e le colombe ai lati di una fontana. Anche le lunette del transetto sono riservate all’immagine simbolica, alludente al Salmo 42,  dei cervi assetati che si avvicinano ad una pozza d’acqua attraverso un graticcio di foglie d’acanto.

 

A conclusione del transetto altri quattro Apostoli campeggiano nelle lunette. Fra essi si riconosce la figura di S. Lorenzo, oggetto di particolare devozione da parte della famiglia imperiale. Sul portale d'ingresso trova posto la celebre lunetta contenente la raffigurazione del Buon Pastore,  con il Cristo circondato dal suo gregge.

Ulteriori informazioni

Visita a pagamento (orari: 1/11-28/2: 9.30-17.00; 1/3-31/3: 9.00-17.30;  1/4-30/9: 9.00-19.00; 1/10-31/10: 9.00-17.30. Biglietto cumulativo comprensivo di: S. Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano, Museo Arcivescovile, San Vitale. Centro storico, zona a traffico limitato. Bus n. 10-11. Parcheggi custoditi in zona.

 

 

Nome

S. Apollinare nuovo

Localizzazione

Via di Roma, 35

Descrizione

Costruita da Teodorico come cappella del Palazzo Reale, S. Apollinare Nuovo probabilmente risale al tardo V secolo o ai primi anni del successivo. L'edificio, eretto vicino al palazzo ristrutturato dal re goto e probabilmente usato come basilica palatina, può essere considerato la più prestigiosa tra le chiese ariane. Dopo la riconquista bizantina e l'emanazione dell'editto di Giustiniano (561), il tempio fu intitolato a S. Martino, l'arcivescovo di Tours famoso per la forte opposizione a tutte le eresie e all'Arianesimo in particolare. Lo splendore dei soffitti dorati  è all’origine della denominazione della chiesa anche come  S. Martino del Cielo Dorato.

 

Secondo la tradizione, i resti di S. Apollinare, martire e fondatore della chiesa di Ravenna, vennero portati qui nel IX secolo e, conseguentemente, all'intitolazione iniziale fu aggiunta la dedica a S. Apollinare, accompagnata dalla parola "Nuovo" per distinguerla da quella omonima presente in città.

 

All’interno,  ventiquattro colonne di marmo greco scandiscono lo spazio  in tre navate, terminanti al centro con un'abside semicircolare. La facciata è preceduta da un portico che nel XVI secolo ha sostituito il precedente nartece, mentre al secolo successivo risale il soffitto dorato a cassettoni. Il campanile cilindrico  all'estrema destra del portico data al X secolo.

 

Un ricco apparato decorativo, composto di rivestimenti marmorei e di stucchi, ornava la basilica prima dei lavori attuati nel XVI secolo. I mosaici superstiti sulle pareti della navata, sono disposti in tre fasce nello spazio compreso fra gli archi ed il soffitto: la Processione dei Martiri e quella delle Sante nella parte bassa; maestose figure dei profeti in abiti bianchi fra le finestre, ed infine la raffigurazione dei Miracoli ed episodi della Passione di Cristo.

 

Ai piedi della parete destra è raffigurata la città di Ravenna, vista alle spalle del palazzo di Teodorico. Da qui parte la Processione dei 26 Martiri su fondo dorato, identificati ciascuno dal proprio nome. La teoria si dirige verso il Cristo benedicente in trono  circondato da quattro arcangeli.

 

Sulla parete sinistra (di fronte al palazzo del re goto) dalla raffigurazione della Civitas Classis prende l'avvio la teoria delle Sante, realizzata per volere di Agnello in sostituzione di preesistenti figurazioni, diretta verso la figura della Madonna opposta alla figura di Cristo.

Ulteriori informazioni

Visita a pagamento (orari: 1/11-28/2: 10.00-17.00; 1/3-31/3: 9.30-17.30;  1/4-30/9: 9.00-19.00; 1/10-31/10: 9.30-17.30. biglietto cumulativo comprensivo di: Battistero Neoniano, Museo Arcivescovile, San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia). Zona pedonale, raggiungibile da tutti i bus. Parcheggi in zona. Accessibile ai portatori di handicap.

 

 

Nome

Cosidetto Palazzo di Teodorico

Localizzazione

Via di Roma angolo Via Alberoni

Descrizione

Il rudere, affacciante su via Roma, tradizionalmente noto come  “Palazzo di Teodorico”, nei pressi della Basilica di S. Apollinare Nuovo, presenta  un’importante facciata caratterizzata da un avancorpo con portale sormontato da  una nicchia absidata  provvista di bifora. Due ordini di  archi  binati (in basso) e di archi ciechi con colonne  su mensola (in alto) scandiscono lo spazio a lato degli elementi centrali. L’edificio  non coincide con la residenza del re goto, ma corrisponderebbe alla facciata dell’antica chiesa  altomedievale di S. Salvatore ai Calchi. Tuttavia nel portico interno e nella saletta al primo piano sono conservati alcuni mosaici provenienti dal complesso palaziale della Ravenna tardoantica, scavato agli inizi del Novecento nella zona del Collegio dei Salesiani. Qui le indagini archeologiche hanno messo in evidenza diverse fasi d’uso la cui ultima – anche sulla base di quanto testimoniano le fonti antiche – sarebbe appunto da riferirsi a Teodorico.

Ulteriori informazioni

Visitabile liberamente (Orari : feriale 8.30-19.00). Centro storico, zona a traffico limitato. Bus in zona ferroviaria.  Non accessibile ai portatori di handicap.

 

 

 

 

Nome

Battistero della Cattedrale o Battistero Neoniano

Localizzazione

P.zza Duomo

Descrizione

Il battistero si colloca a nord dell'attuale cattedrale  riedificata intorno alla metà del XVIII secolo sull'antica basilica Ursiana, eretta per volere del vescovo Orso nei primi decenni del V sec. d.C. Nonostante manchino notizie precise sulla fondazione, è probabile che anche il battistero sia ascrivibile alla stessa committenza. Al tempo del vescovo Neone (450‑475) la costruzione fu sottoposta ad importanti lavori di restauro, che interessarono anche la cupola e l'apparato decorativo interno. Le proporzioni attuali risultano alterate  a causa dell'interramento di circa 3 m rispetto all’antico piano di calpestio.

 

E’ noto anche come Battistero degli Ortodossi, in contrapposizione a quello degli Ariani eretto da Teodorico, e deve la sua unicità al fatto che ha conservato fedelmente l'impostazione originaria nelle forme architettoniche e nell’apparato orNomentale.

 

EsterNomente la struttura in laterizio, a pianta  ottagonale, è scandita da quattro absidi semicircolari, mentre la fascia superiore delle facciate è sottolineata da finestre a doppio archetto, entro una delle quali è murato un frammento di un sarcofago romano in marmo, con  cavaliere che brandisce la croce della Vittoria.

 

L’interno, caratterizzato da due ordini di arcate, su cui si imposta una grande cupola, reca un ricco apparato decorativo composto dai marmi pregiati e dai mosaici che rivestono la parte  bassa delle pareti, dagli stucchi della parte intermedia, e dagli straordinari mosaici della cupola. Si tratta di tre fasce concentriche, al centro delle quali campeggia il medaglione con la scena legata alla funzione stessa dell'edificio: il Battesimo impartito a Cristo sul Giordano da parte di Giovanni Battista. Nella fascia successiva compaiono gli Apostoli in due processioni guidate da S. Pietro e S. Paolo. Nell’anello più basso, entro nicchie rese in prospettiva, si alternano un trono e un altare alludenti alla città celeste ed alla sovranità di Cristo.

 

Nella zona sottostante una serie di arcate, con raffigurazioni di animali alternate a scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, inquadrano  otto finestre e sedici nicchie in stucco contenenti figure di profeti ad altorilievo risalenti al tempo del vescovo Neone.

Ulteriori informazioni

Visita a pagamento (orari: 1/11-28/2: 10.00-17.00; 1/3-31/3: 9.30-17.30;  1/4-30/9: 9.00-19.00; 1/10-31/10: 9.00-17.30. Biglietto cumulativo comprensivo di: S. Apollinare Nuovo, Museo Arcivescovile, San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia. Centro storico, zona a traffico limitato. Raggiungibile da tutti i bus. Parcheggi in zona. Accessibile ai portatori di handicap.

 

 

Nome

Basilica di di San Vitale

Localizzazione

via Fiandrini

Descrizione

La basilica, costruita impiegando laterizi secondo la tecnica comune a tutti gli edifici giustinianei, rappresenta certamente il monumento più straordinario di Ravenna ed è caratterizzata da un impianto ottagonale articolato su due livelli, di cui il superiore racchiudente la cupola. La monumentalità dell'interno, unita alla purezza delle linee architettoniche, crea una suggestiva alternanza di spazi pieni e vuoti, esaltati dai giochi di luce prodotti dalle grandi finestre. A ciò si uniscono i bellissimi mosaici di ascendenza romano-ellenistica e bizantina.

 

Le prime notizie storiche sulla costruzione di  S. Vitale si debbono ad un'epigrafe, nel nartece, che ne attribuisce al vescovo Ecclesio la promozione (526). Finanziata da Giuliano Argentario, fu poi consacrata da Massimiano (547 o 548). La chiesa venne eretta su un preesistente edificio del V secolo, edificato in memoria del martire Vitale e successivamente incorporato nella nuova struttura. L'edificio era preceduto da un grande quadriportico, trasformato in chiostro nel X secolo.

All’interno, otto grandi pilastri rivestiti  di marmo greco sottostanno alla cupola, che costituisce  uno degli elementi architettonici più significativi della chiesa. Notevoli sono anche sono le alte ed eleganti colonne, delle quali quelle del piano terra risultano sormontate da capitelli ornati a motivi di foglie di loto, probabilmente di importazione costantinopolitana.

L'arco trionfale che introduce al presbiterio è ornato da 15 medaglioni con le immagini dei dodici Apostoli e quelle dei Ss. Gervasio e Protasio (figli di S. Vitale), che convergono verso la figurazione centrale di Cristo. Nella pareti del presbiterio  l’iconografia si ispira ad episodi e personaggi del Vecchio Testamento: il sacrificio di Abramo, la nascita di Isacco, il sacrificio di Abele e quello del sacerdote Melchisedec. La volta a croce è ornata da molteplici motivi interrotti dalla rappresentazione dell'Agnello mistico e da altre figurazioni che alludono alla vita eterna.

 

Nella volta dell'abside campeggia il Redentore assiso sul globo, fiancheggiato da due Arcangeli, da S. Vitale in abiti militari  e dal vescovo Ecclesio in atto di offrire la basilica. Nel catino absidale si dispiegano i due celebri pannelli raffiguranti l'Imperatore Giustiniano e l'Imperatrice Teodora, insieme al loro seguito. Giustiniano è fiancheggiato da Giuliano Argentario e da Massimiano, mentre Teodora è circondata dalle dame più belle ed eleganti della corte di Bisanzio.

Ulteriori informazioni

Visita a pagamento (Orari: 1/11-28/2: 9.30-17.00; 1/3-31/3: 9.00-17.30;  1/4-30/9: 9.00-19.00; 1/10-31/10: 9.00-17.30. Biglietto cumulativo comprensivo di: S. Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano, Museo Arcivescovile,  Mausoleo di Galla Placidia). Centro storico, zona a traffico limitato. Bus nn. 10-11. Parcheggi custoditi in zona.

 

 

Nome

Cappella Arcivescovile o Oratorio di S. Andrea

Localizzazione

Piazza Arcivescovado.

Descrizione

Unico monumento ortodosso eretto sotto il regno di Teodorico, quando dominava l’Arianesimo, la cappella viene innalzata durante il vescovato di Pietro II (494-519) mentre si lavora all’ampliamento dell’antico episcopio. Ambiente raccolto con pianta a croce greca, presenta la volta interamente ricoperta di mosaici che raffigurano i simboli dei quattro Evangelisti e quattro angeli che sostengono un clipeo con il monogramma di Cristo.  Nei sottarchi la decorazione  è ottenuta con medaglioni con l’effigie di Cristo, degli apostoli e di alcuni santi.  La cappella è preceduta da un vestibolo  rettangolare con volta a botte decorata da mosaici, fra i quali  il Redentore che calpesta un leone e un serpente, e sul soffitto un ornato a  motivi floreali e uccelli su fondo oro.

Ulteriori informazioni

Vi si accede dal Museo Arcivescovile. Visita a pagamento (Biglietto cumulativo comprensivo di: S. Apollinare Nuovo,  Battistero Neoniano, Museo Arcivescovile, San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia). Zona centrale, raggiungibile da tutti i bus. Parcheggio in zona. Accessibile ai portatori di handicap.

 

 

Nome

Duomo o Basilica Ursiana

Localizzazione

Piazza del Duomo

Descrizione

La basilica venne fondata dal vescovo Orso nel V sec., originariamente come edificio a cinque navate, poi dotato nel X sec. di un campanile cilindrico. Nella prima metà del XVII sec. subì una totale demolizione. Alcune opere del periodo paleocristiano, come sarcofagi e l’ambone marmoreo del vescovo Agnello (557-570), si trovano ancora in loco, mentre pochi elementi susperstiti dell’edificio originario sono conservati presso il Museo Arcivescovile.

Ulteriori informazioni

Visitabile liberamente (Orari: feriale 7.30-12.00 14.30-17.00; festivo 7.30 - 12.00; 15.30 - 19.15). Zona centrale, bus e parcheggi in zona.

 

Nome

Basilica dello Spirito Santo

Localizzazione

Piazzetta degli Ariani

Descrizione

Anche se non è documentabile il periodo preciso in cui la cattedrale ariana -  l’Anastasis Gothorum -  fu costruita, essa risale certamente al regno di Teodorico, Fu questo, infatti, con grande probabilità il primo edificio fatto erigere dal re goto dopo che nel 493 conquistò la città. Egli la dedicò al culto ariano consacrandola alla Resurrezione del Signore. Cacciati i Goti, la chiesa venne dedicata a S. Teodoro e successivamente allo Spirito Santo. Le decorazioni musive originarie non si sono conservate. La Basilica è stata completamente restaurata dopo l'ultimo conflitto mondiale.

 

Ulteriori informazioni

Visita a pagamento (Orari: feriale 7.30-12.30 e 15.00-18.00, festivo 7.30-12.30 e 15.00-17.00 biglietto cumulativo comprensivo di: Battistero Neoniano, Cappella di S. Andrea, San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia). Centro storico, zona a traffico limitato. Bus e Parcheggi  in zona

 

 

Nome

Battistero degli Ariani

Localizzazione

vicolo degli Ariani

Descrizione

Fatto costruire da Teodorico accanto alla cattedrale ariana, il battistero venne convertito al culto ortodosso nel 561 e trasformato in oratorio con dedicazione alla Vergine. La sua importanza storico-monumentale si deve al fatto che nessun sito dell’antichità  conserva un battistero destinato al culto ariano in sostanziale integrità strutturale e decorativa.

 

Si tratta di una costruzione in laterizio di dimensioni ridotte,  a pianta ottagonale, interrata di circa 2,31 m. rispetto al piano stradale. EsterNomente suddivisa in due fasce da una cornice marcapiano, la zona superiore  ospita la cupola ed è sottolineata da finestre arcuate, mentre  in  basso si alternano quattro piccole absidi.

 

La cupola conserva una decorazione musiva ispirata ai motivi del battistero Neoniano. Il disco centrale ospita  la scena del Battesimo con la figura di Cristo, immerso fino alla cintola nell'acqua del Giordano, fiancheggiato da un uomo anziano e da S. Giovanni Battista. Nella fascia seguente gli  Apostoli compaiono divisi in due gruppi, guidati rispettivamente  dai Santi  Pietro e  Paolo, che convergono verso un trono. Su di esso  campeggia un cuscino purpureo sorreggente la croce gemmata.

 

Il medaglione centrale, il trono  ed alcuni degli Apostoli risalgono al periodo teodoriciano, mentre i restanti mosaici  sono stati eseguiti intorno alla metà del VI secolo.

 

Ulteriori informazioni

Visitabile liberamente (Orari: feriale e festivo 8.30-19,30). Zona pedonale. Parcheggio e bus in zona. Accessibile ai portatori di handicap.

 

 

Nome

Mausoleo di Teodorico

Localizzazione

via delle Industrie 14

Descrizione

Risalente  a poco dopo il 520 d.C., come informano le fonti fu eretto da Teodorico vivente come tomba, a circa un chilometro dal centro della città, là dove era ubicato il sepolcreto dei Goti. La struttura,che si articola in due ordini sovrapposti, entrambi decagonali, è interamente costituita in blocchi squadrati di pietra d’Aurisina. E' sormontato  da un enorme monolite del diametro di 10 m. e  dal peso di 300 tonnellate. L’ordine inferiore, interNomente a croce greca, aveva probabilmente la funzione  di cappella per lo  svolgimento delle liturgie funebri. All’interno del vano superiore è collocata una vasca di porfido dove si pensa abbia trovato sepoltura lo stesso Teodorico, le cui le spoglie vennero rimosse durante il dominio bizantino.

Ulteriori informazioni

Visita a pagamento (orari: feriale e festivo 8.30-19.00; biglietto cumulativo comprensivo di Museo Nazionale, Basilica di S. Apollinare in Classe). Bus nn. 2-8.  Posteggio bus e auto. Non accessibile ai portatori di handicap.

 

 

Nome

Basilica di Sant’agata Maggiore

Localizzazione

Via Mazzini 46

Descrizione

Fondata in in età tardoantica, la sua costruzione potrebbe essere stata promossa  dal vescovo Giovanni (477-494) che lo storico ravennate Agnello pone appunto in relazione con la chiesa. La tecnica costruttiva di alcuni elementi, fra cui l’abside, richiama tipologie presenti negli edifici di età giustinianea voluti da Giuliano Argentario. L’edificio fu probabilmente completato durante l'episcopato di Agnello (556-569), che qui servì come diacono e fu sepolto.

 

A quest'epoca doveva risalire anche la decorazione musiva del catino absidale, oggi quasi del tutto scomparsa, perduta nella seconda metà del XVII sec. in seguito ad un terremoto. Ha subito numerose modifiche nel corso del tempo, ma dell’originario assetto tardoantico la chiesa conserva la pianta, mentre l’utilizzo di materiali di reimpiego (capitelli romani e bizantini) ripropone una caratteristica tipica di altre chiese ravennati.

 

All’interno dell’edificio e nell’area prativa circostante è conservato un interessante nucleo di materiali lapidari recuperati  durante lavori di restauro e scavi archeologici (materiale romano, bizantino, paleocristiano, plutei, sarcofagi, amboni).

Ulteriori informazioni

Visitabile liberamente (Orari:  feriali e festivi 9.00-12.00). Zona pedonale. Bus e parcheggi in zona. Non accessibile ai portatoti di  handicap.

 

 

Nome

Basilica di San Giovanni Evangelista

Localizzazione

via Carducci

Descrizione

Appartiene al gruppo dei monumenti del V sec. Fu eretta da Galla Placidia in seguito a un voto fatto a Ravenna con suo figlio Valentiniano III, dopo una perigliosa traversata in mare.

Durante il secondo conflitto mondiale riportò devastazioni sulla facciata e sul tetto e perdette gli affreschi della cappella, ma fu successivamente restaurata. durante una tempesta in mare, quando, dopo la morte del fratello Onorio, ella tornava da Costantinopoli a Ravenna.

Ulteriori informazioni

Visitabile liberamente (Orari: feriali e festivi 7.30-12.00 e 15.00-19.00. Zona centrale. Bus e parcheggi in zona.  parcheggio pubblico, accessibilità agli handicappati solo in parte.

 

 

Nome

Basilica di Santa Maria Maggiore

Localizzazione

via Galla Placidia

Descrizione

La chiesa è stata ricostruita nella seconda metà del XVII sec. in forme barocche, ma l’edificio, originariamente  a tre navate con abside docorata a mosaico, risale al tempo del vescovo Ecclesio attorno agli anni 525 – 532.

Ulteriori informazioni

Visitabile liberamente. Centro storico. Zona pedonale. Bus e parcheggi in zona.

 

 

Nome

Chiesa di Santa Croce

Localizzazione

via Galla Placidia

Descrizione

Nell’area di un attuale piccolo edificio sconsacrato intitolato alla Santa Croce,  sorgeva in antico una chiesa,  fatta erigere nella prima metà del V secolo da Galla Placidia,  della quale il Mausoleo costituiva un‘appendice collegata anche dal punto di vista strutturale. Indagini archeologiche effettuate a più riprese hanno messo in evidenza che in una zona prima occupata da una domus romana e poi abbandonata, venne impostato un edificio a croce latina affiancato da portici colonnati e pavimentati a mosaico policromo. La chiesa ha avuto varie fasi  d’uso e di recupero edilizio, per essere poi definitivamente dismessa nel XIV secolo.

Ulteriori informazioni

Visitabile liberamente, solo dall’esterno. Zona pedonale,  bus e parcheggi in zona.

 

 

Nome

Basilica di S. Francesco

Localizzazione

Piazza S. Francesco

Descrizione

La Basilica  Apostolorum  (oggi S. Francesco) fa parte  del novero  degli edifici sorti nel V sec., durante il periodo neoniano, anche se i rifacimenti iniziati nel X-XI sec. hanno pressoché cancellato la struttura originale. Della primitiva chiesa rimangono alcuni frammenti di mosaici nel pavimento della cripta (sempre di X sec. ) sotto l’altar maggiore. Quest’ultimo riutilizza un sarcofago di V sec.                                                      

Ulteriori informazioni

Visitabile liberamente (Orari: feriali e festivi 7.30-12.00 e 15.00-19.00). Zona centrale. Bus e parcheggi in zona.

 

 

Nome

Domus  dei Tappeti di Pietra

Localizzazione

Via Barbiani –Ingresso Chiesa di sant’Eufemia

Descrizione

La costruzione di un parcheggio sotterraneo in via D’Azeglio ha fornito l’occasione per esplorare nei primi anni ’90 del Novecento  un settore urbano nel quale, senza soluzione di continuità, si è succeduta una serie di edifici che dal III-II sec. a. C.  all’età moderna si sono sovrapposti gli uni agli altri lungo una strada basolata inserita nel reticolo cittadino.

 

La complessa stratificazione comprende, fra altri,  testimonianze di età repubblicana, una domus di età augustea, una domus di età adrianea, un impianto termale, un edificio tardoantico (IV-VI sec.) caratterizzato da un mosaico con emblema raffigurante il Buon Pastore, un palazzetto bizantino conservante gli straordinari mosaici pavimentali che hanno dato il nome all’intero complesso.

 

Si tratta della sontuosa dimora di un personaggio di rango della corte ravennate, costituita da 14 vani e e 2 cortili, in uso fra la fine del V e gli inizi del VII sec.  I mosaici pavimentali in buono stato di conservazione appartengono al solo edificio privato noto di questo periodo e permettono di tracciare un collegamento con i più famosi monumenti bizantini di Ravenna. Fra essi spicca, per le sue dimensioni e la qualità esecutiva, quello della stanza 10, un grande ambiente di circa 100 metri quadrati con al centro l’emblema della Danza dei Geni delle Stagioni.

 

Il complesso archeologico è stato predisposto per la visita con una musealizzazione in loco: nell’ambiente interrato mosaici e  pavimenti in marmo del palazzetto bizantino sono stati riposizionati  dopo il restauro. Allo spazio espositivo si accede attraverso la piccola chiesa di Sant’Eufemia, ubicata sopra un precedente luogo di culto considerato il più antico di Ravenna e dell’Emilia.

Ulteriori informazioni

Visita a pagamento (Orari: feriale 10.00 - 16.30; festivo 10.00 - 18.30). Centro storico, zona a traffico limitato. Parcheggi e bus in zona.

 

 

Nome

Domus  del Triclinio

Localizzazione

Chiesa di S. Nicolò – via Rondinelli

Descrizione

Si tratta di una mostra permanente dedicata alle domus romane di Ravenna e incentrata sulla ricostruzione in scala reale,  con ricollocazione dei pavimenti musivi originali , della domus (I sec. - inizio IV sec. d.C.) individuata presso la sede della Banca Popolare.

 

Dell’abitazione è stata identificata con certezza la sala da pranzo, caratterizzata da un pavimento a mosaico geometrico e dalla presenza di un letto tricliniare.  Proprio questo ambiente, che ha dato anche il nome alla domus, costituisce lo spunto per presentare, attraverso la riproposizione di una sala da banchetto, le abitudini dei romani a tavola, gli allestimenti, le suppellettili da mensa e da cucina.

 

Per completare il quadro diacronico e storico delle decorazioni pavimentali delle abitazioni ravennati di età romana, vengono esposti alcuni mosaici  provenienti da diversi scavi in città e nel suburbio, tra cui  il mosaico policromo – il più antico di Ravenna (metà I sec. a.C.)  - raffigurante una scena di pugilato dallo scavo della Domus dei Tappeti di Pietra,  e un opus sectile in marmi policromi dal Palazzo di Teodorico, risalente all’età augustea.

 

Ulteriori informazioni

Visita a pagamento (Orari: feriale 10.00 - 18.30; festivo: 10.00 - 18.30).