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L’area archeologica della Villa è circondata da un’area di riequilibrio ecologico di vasta estensione (13 ettari, costituita dalla successione di una serie di ambienti umidi che coincidono in larga parte con l’invaso derivante da attività estrattive dell’argilla ora cessate.
A testimonianza di una significativa presenza romana nel territorio territorio sono inoltre i resti di una villa urbano-rustica rinvenuti alla fine degli anni Ottanta durante lo scavo del sottopassaggio ferroviario in via S. Croce nei pressi della pieve di S. Stefano a Godo (frazione di Russi). Si tratta di due ambienti pavimentati rispettivamente con un mosaico geometrico bianco-nero e in cocciopesto. Il primo, risalente alla fine del I secolo d.C., presenta un tappeto centrale con motivo decorativo ad esagoni congiunti a nido d’ape contenenti fiori neri a sei petali lanceolati ed è bordato con cornice a greca; il secondo apparteneva probabilmente a un ambiente di servizio della villa. |
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